Roma, 15 dic — Il politicamente corretto in ogni sua forma ed espressione è incompatibile con l’intrattenimento cinematografico, perché al cinema la gente ci va per divertirsi, non per farsi inculcare nozioncine moraleggianti con il ditino alzato: decine di flop a tema stanno lì a dimostrarlo. Sarà per questo che quando abbiamo appreso da Fox News che il documentario sul cambiamento climatico della rappresentante dem di New York Alexandria Ocasio-Cortez ha fatto registrare un colossale flop, generando un guadagno di 80 dollari per sala, non ci siamo stupiti.

Il documentario gretino della Ocasio Cortez fa flop

La pellicola, To the End, è stata girata nell’arco di quattro anni e segue le orme di quattro giovani donne mentre cercano di far approvare in Congresso una legislazione radicale contro il riscaldamento climatico: Ocasio-Cortez, l’attivista Varshini Prakash, la scrittrice di politica climatica Rhiana Gunn-Wright e la stratega politica Alexandra Rojas. Evidentemente l’americano medio al termine della settimana lavorativa ha programmi più divertenti del chiudersi in un cinema per sentirsi accusare da quattro cagacaz*i che il pianeta sta morendo perché gli involucri dell’hamburger che ha appena mangiato non sono sostenibili. E infatti il documentario ha debuttato su più di 120 schermi durante il fine settimana, ma ha incassato meno di 10mila dollari in tutte le sale, arrivando al 33° posto assoluto al botteghino.

Ovviamente ai giornalisti liberal è piaciuto

Di diverso avviso è la stampa mainstream che si è prontamente inginocchiata ad incensare la pellicola: «La rappresentante Ocasio-Cortez offre il miglior antidoto alla disperazione sullo schermo: è divertente, un’astuta strategia politica», ha scritto Teo Bugbee del New York Times, «To the End è destinato a spingere sempre più americani ad agire», gli fa eco Nick Allen di RogertEbert.com. 

Il green al cinema non è mai decollato

Al di là di quello che ne possono pensare e dire i generalissimi dell’establishment si trattava di un disastro annunciato: i pipponi sul cambiamento climatico attirano sempre meno spettatori nelle sale cinematografiche e il fatto che la pellicola fosse targata Ocasio-Cortez, la quale non sta simpatica nemmeno ai portoricani non ha sicuramente aiutato. Per dirne una: all’inizio di quest’anno, The Territory, un film di National geographic sugli effetti del cambiamento climatico sulle popolazioni indigene, ha guadagnato meno di 70.000 dollari per tutto l’arco della sua programmazione.

La Cortez era precedentemente comparsa in un altro documentario di Rachel Lears e Robin Blotnick, i creatori di To the End: si tratta di Knock Down the House, e tratteggiava i ritratti di Cortez, Amy Vilela, Cori Bush, Paula Jean Swearengin e altri quattro dem alle prese con le campagne primarie del Congresso nel 2018. Stesso iter: la pellicola aveva raccolto recensioni entusiaste ed elogi sperticate dal giornalismo Usa, mentre il pubblico pagante aveva espresso un’opinione diametralmente opposta.

Cristina Gauri

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