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Roma, 27 dic – Facebook non riesce proprio ad accettare idee politiche non conformi al pensiero unico. Così ha deciso di presentare un reclamo contro l’ordinanza del Tribunale Civile di Roma che lo scorso 12 dicembre ha accolto il ricorso presentato da CasaPound in seguito alla disattivazione della pagina ufficiale avvenuta il 9 settembre di quest’anno, ordinando “l’immediata riattivazione della pagina” dell’associazione e “del profilo personale di Davide Di Stefano, quale amministratore della pagina”. Il Tribunale di Roma ha inoltre condannato Facebook a pagare a CasaPound 15mila euro di spese legali.

Ma il social network di Zuckerberg, dopo aver provveduto alla riattivazione così come ordinato dai giudici, adesso ha deciso di fare ricorso. “Ci sono prove concrete che CasaPound sia stata impegnata in odio organizzato e che abbia ripetutamente violato le nostre regole. Per questo motivo abbiamo presentato reclamo”, ha dichiarato un portavoce di Facebook. Ma di cosa sta parlando? Quale sarebbe “l’odio organizzato” in cui Cpi “è stata impegnata”? Mistero dei misteriosi, quanto censori, parametri di questo social.

Libertà di espressione, questa sconosciuta

“Non vogliamo che le persone o i gruppi che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono utilizzino i nostri servizi, non importa di chi si tratti”, ha detto ancora il portavoce di Facebook. “Per questo motivo abbiamo una policy sulle persone e sulle organizzazioni pericolose che vieta a coloro che sono impegnati in ‘odio organizzato’ di utilizzare i nostri servizi”. Ancora con questo fantomatico ‘odio organizzato’. “Partiti politici e candidati, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram, devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia”, ha poi aggiunto il portavoce del social.

Insomma la multinazionale americana non accetta l’ordinanza del Tribunale di Roma, che ha ribadito il primato del diritto e della libertà di espressione. I giudici, tra l’altro, avevano ben spiegato che è “evidente il rilievo preminente assunto dal servizio di Facebook (o di altri social network ad esso collegati) con riferimento all’attuazione di principi cardine essenziali dell’ordinamento come quello del pluralismo dei partiti politici (49 Cost.), al punto che il soggetto che non è presente su Facebook è di fatto escluso (o fortemente limitato) dal dibattito politico italiano”.

Eugenio Palazzini

6 Commenti

  1. E’ molto difficile capire che i servizi di Fb sono dei disservizi…? Ahi noi. Ti controllano, ti rubano le idee, ti influenzano… Gratis! Meglio perderli che trovarli!

  2. Non possiamo creare un social network sovranista e di idee di destra dato che facebook è di estrema sinistra e pure di parte comunista sfacciatamente se trovo di meglio lo tolgo subito.

  3. ‘Facebook, capolavoro del suo azionista-ombra: la Cia’

    Facebook? Il miglior risultato di intelligence che sia mai stato raggiunto, grazie alla più grande banca mondiale di dati sensibili. Se i media hanno celebrato Mark Zuckerberg come il bambino prodigio che, a soli 23 anni, si è trasformato in un multimiliardario grazie al successo della sua creatura, nessuno ha prestato attenzione all’investimento da 40 milioni di dollari effettuato dalla Cia, partner-ombra di Facebook, per creare la più importante rete sociale del web. Un patrimonio inestimabile di informazioni, che i servizi segreti Usa hanno contribuito in modo decisivio a sviluppare.

    Proseguimento:

    https://www.libreidee.org/2009/10/facebook-capolavoro-del-suo-azionista-ombra-la-cia/

    In breve, dietro Facebook c’è il “Deep State” americano ( di cui anche la CIA ne fa parte a pieno titolo ) che ovviamente non ha nessuna simpatia per i movimenti sovranisti europei di ogni sorta e quindi tramite “Facebook” cercano di mettergli i bastoni fra le ruote in tutti i modi, that’s it!!

    Cordiali saluti e buone festività.

    TheTruthSeeker

  4. Compro il telefono e trovo installato favevo ok e non lo posso togliere perché altrimenti il telefono potrebbe avere dei problemi!!! Minorenni che si iscrivono su fb e fanno quello che gli pare e poi parliamo di diritti? Non vendermi il telefono con fb poi se ci voglio entrare chiedo l’iscrizione è una volta che me l’hai data non mi devi rompere i cojoni.genitori che avete figli minorenni denunciate fb perché ha fatto iscrivere i vostri figli anche se minorenni senza fare le dovute verifiche.

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