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Roma, 4 mag – Oggi inizia la cosiddetta fase 2, che in realtà è un prolungamento della fase 1, visto che molte attività economiche restano ferme e che i cittadini possono circolare soltanto con il (nuovo) modulo di autocertificazione. Per un vero ritorno alla normalità ci vorrà ancora molto tempo. Anche perché il governo giallofucsia aspetta il via libera da parte del Comitato tecnico scientifico e fintanto che i grandi esperti (i veri decisori) non diranno che si può uscire di casa tranquillamente e riaprire i negozi, la serrata generale prosegue. Vediamo però che cosa succede da oggi e anche che cosa è permesso e cosa resta vietato.

Le attività che ripartono oggi
Dopo due mesi di sospensione dell’attività decisa dal governo per contenere i contagi, circa 4,4 milioni di italiani tornano sul posto di lavoro. Riparte quindi l’attività manifatturiera, il settore delle costruzioni, il commercio all’ingrosso legato ai settori in attività, che vanno da tessile e moda ad automotive e fabbricazione di mobili. Bar e ristoranti potranno riprendere solo con la consegna a domicilio o con l’asporto. Vietato sostare all’interno o all’esterno degli esercizi. Restano ancora chiuse le attività commerciali al dettaglio diverse da quelle ritenute “essenziali”: alimentari, igiene della persona, edicole, farmacie e parafarmacie, tabaccai, librerie, negozi di vestiti per bambini e neonati, fiori e piante e presto anche negozi di biciclette.

Il protocollo di sicurezza anti contagio
Per le attività che riaprono oggi, c’è l’obbligo di attenersi rigidamente al protocollo di sicurezza anti contagio: distanziamento, mascherine, igienizzante per le mani, sanificazione degli ambienti, guanti monouso, misurazione della temperatura prima dell’ingresso in azienda. I grandi gruppi si sono attrezzati per mettere in atto le misure imposte dal governo. Ma per le piccole aziende e quelle artigianali è più complicato garantire il massimo della sicurezza, sia in termini organizzativi che soprattutto di costi.

Per quanto riguarda i cittadini, resta l’obbligo di compilare l’autocertificazione per gli spostamenti e il divieto tassativo di assembramento. Sebbene il governo abbia pubblicato delle Faq (domande più frequenti) sul sito ufficiale, restano dubbi su cosa possono o non possono fare gli italiani una volta usciti di casa. E’ stato chiarito, per esempio, che tra i “congiunti” non rientrano gli amici.

L’autocertificazione
Per andare al lavoro basterà esibire il tesserino o la lettera dell’azienda. Resta l’obbligo di compilare l’autocertificazione (scaricabile qui) per giustificare le visite mediche e quelle ai congiunti indicando il grado di parentela, ma non l’identità della persona che si va a trovare per tutelare la privacy.

Visite ai congiunti
Da oggi sono consentite visite “per incontrare i congiunti”, pur rimanendo il divieto di assembramenti e l’obbligo di distanziamento e mascherina. Per congiunti si intende “i coniugi, i rapporti di parentela, affinità e unione civile, nonché le relazioni connotate da duratura comunanza di vita e di affetti”, dunque anche le coppie di fatto. Sono esclusi gli amici.

La mascherina
Obbligatorio indossarla – per gli adulti e per i minori dai 6 anni in su – quando non si può mantenere la distanza. Ma anche sui mezzi pubblici, nei negozi e quando si incontrano i congiunti. Devono indossarla anche i lavoratori degli esercizi commerciali, così come i guanti, e gli stessi dispositivi devono essere utilizzati dai clienti che acquistano generi alimentari. Va portata pure durante i funerali. In alcune regioni come la Lombardia bisogna tenerla anche quando si sta all’aperto.

I dispenser
Gli erogatori per il disinfettante sono obbligatori all’ingresso di uffici e aziende, nei negozi devono stare vicino alle casse.

Spostamenti da una regione all’altra
Ci si può spostare all’interno della regione di residenza. Chi sta fuori può fare rientro presso il proprio domicilio (anche in una regione diversa) ma poi non potrà tornare indietro, a meno che non abbia motivi di lavoro oppure di salute. In alcune regioni (tra cui Campania, Molise, Basilicata, Puglia, Sicilia) chi torna deve stare in quarantena per 14 giorni.

Seconde case
Nel Dpcm sulla fase 2 non c’è l’espresso divieto di spostarsi nelle seconde case, ma viene specificato che ci si può andare soltanto per interventi di manutenzione. E in generale gli spostamenti sono consentiti soltanto per quattro motivi: lavoro, visite mediche, assoluta urgenza, visite ai congiunti. E dunque non è consentito trasferirsi.

Le passeggiate
Si può passeggiare non in prossimità della propria abitazione e per andare nei negozi. Bisogna mantenere il distanziamento quando si incrociano altre persone.

Parchi e sport
I parchi vengono riaperti e si può andare a fare attività motoria purché si mantenga il distanziamento di due metri. Rimangono invece chiuse le aree giochi per bambini. Gli adulti possono accompagnare i bambini a fare passeggiate o attività motorie, sempre nel rispetto della distanza di sicurezza e con il divieto di assembramento. Si può andare in bici e allenarsi individualmente anche nei centri sportivi. Ci si deve allenare da soli anche se si fa parte di una squadra.

Incognita trasporti pubblici
I mezzi pubblici sono uno dei punti più critici della fase 2, visto che in rispetto delle regole anti contagio, dovranno viaggiare a capienza ridotta (ma non è dato sapere se le corse saranno aumentate abbastanza per prevenire gli assembramenti – vietati – alle fermate del bus o sulle banchine della metropolitana). Sta alle regioni indicare le norme per assicurare il servizio nel rispetto del distanziamento. Ci saranno parametri di riempimenti dei mezzi mentre per gli utenti ci sarà l’obbligo di mascherina e in alcune regione di guanti monouso.

Università: sì agli esami in presenza
Gli Atenei possono svolgere esami e sessioni per tesi di laurea in presenza, mantenendo le condizioni di distanziamento; sì anche a laboratori e tirocini.

Sì ai funerali, ancora stop per le messe
sono consentiti i funerali, ma con un massimo di 15 persone e obbligo di mascherine, e la visita nei cimiteri ma restano per ora vietate le messe.

Adolfo Spezzaferro

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