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Roma, 4 giu – Finanziavano organizzazioni finalizzate al terrorismo islamico e favorivano l’ingresso di immigrati clandestini sul nostro territorio. Per questi due capi di imputazione  la Procura di Bologna ha chiesto il rinvio a giudizio di quattro immigrati, due somali di 23 e 30 anni e due etiopi di 23 anni. Di questi, tre si trovano attualmente in carcere e uno agli arresti domiciliari.

Ai due etiopi e a uno dei somali, in particolare, le autorità contestano di aver racimolato e inviato in Somalia fondi per l’acquisto di armi e munizioni per i gruppi terroristici Onlf (Ogaden national liberation front) e Al Shabaab, la stessa organizzazione dei sequestratori che tennero prigioniera per un anno e otto mesi la volontaria 24enne Silvia Romano, liberata nelle settimane scorse. Il denaro spedito in Africa sarebbe quindi servito per l’organizzazione di attentati o di rappresaglie violente nei confronti della popolazione somala. 

I tre immigrati avrebbero mandato il denaro ai jihadisti, attivi anche in Etipia, «in concorso con altri soggetti non identificati». Da questo elemento gli inquirenti evincono l’esistenza di una organizzazione supportiva dei terroristi islamici non ancora debellata. Ma non è tutto: una parte dei fondi raccolti e inviati – quasi 7mila euro – proverrebbero da un sussidio pubblico che uno degli indagati aveva ottenuto dalle autorità francesi «in quanto rifugiato proveniente da un Paese in guerra». I soldi dei contribuenti francesi, quindi, confluivano in una rete di finanziamento del terrorismo islamico in Etiopia.

La base d’azione dei tre era situata in Emilia-Romagna, Lombardia e in Piemonte e all’estero tra il settembre del 2018 e il maggio del 2019. Per i due somali e uno degli etiopi vi è l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per aver «promosso; organizzato; effettuato il trasporto di stranieri nel territorio italiano per procurarne illegalmente l’ingresso in altri Stati, soprattutto del Nord Europa».

Cristina Gauri

2 Commenti

  1. “l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. In definitiva, non è la stessa accusa che potrebbe essere rivolta al Governo?

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