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Genova, 15 set – Il primo giorno di scuola che si è rivelato una crasi tra Fantozzi e il Libro Cuore quello vissuto dai bambini dell’Istituto comprensivo del quartiere genovese di Castelletto, immortalati ieri mentre disegnavano inginocchiati usando le seggiole come base d’appoggio, in mancanza dei «banchi anti-Covid» che non erano stati consegnati in tempo.



L’attacco di Toti

La foto, che, inutile dirlo, ha fatto il giro del web, è stata diffusa su Facebook dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che l’ha corredata di una nota polemica nei confronti del ministro dell’Istruzione Azzolina: «Cara Azzolina, questi sono gli alunni di una classe genovese, che scrivono in ginocchio perché non hanno i banchi che avevate promesso», ha attaccato. «I nostri bambini, le maestre e le famiglie non meritano questo trattamento, soprattutto dopo i sacrifici di questi mesi in cui era anche un dovere morale lavorare per evitare tutto questo. Io – punta il dito il governatore – lo trovo inaccettabile e sto già scrivendo una lettera alla Direzione scolastica per intervenire immediatamente. Un’immagine come questa non è degna di un Paese civile come l’Italia». 

Anche la Mazzini, sempre a Genova, ha registrato criticità per quanto riguarda il ritardo nella consegna dei banchi. Nel merito il governatore Toti ha chiesto delucidazioni al direttore generale dell’Ufficio scolastico per la Liguria, Ettore Acerra. «Chiediamo di conoscere  quali sono le tempistiche di consegna che sono state assicurate alle scuole dal commissario straordinario per l’emergenza in base alle interlocuzioni con il ministero dell’Istruzione».

La smentita del preside

Nella serata di ieri è arrivata la comunicazione del dirigente scolastico dell’IC Castelletto, prof. Renzo Ronconi: «I banchi, ordinati con largo anticipo, arriveranno domani pomeriggio e nel primo giorno di scuola, che è stato un giorno di festa, abbiamo solo evitato di rimettere quelli vecchi», spiega Ronconi. «La foto ritrae bambini che, durante una attività didattica stanno disegnando sereni in libertà: una ingenuità da parte dell’insegnante farla girare ma sbagliato e grave strumentalizzarla, strumentalizzando, con essa, soprattutto i bambini». E conclude: «La scuola che dirigo dal 1 settembre – fa sapere – ha svolto un grande lavoro nei mesi estivi per organizzare la riapertura. Come molte altre scuole ha affrontato le difficoltà di questi ultimi giorni con spirito costruttivo e collaborativo. Tra queste difficoltà, i ritardi nella consegna degli arredi». Nessuno, però, si è premurato di chiedere cosa ne pensassero i bambini.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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