Roma, 18 gen – Dal 1° febbraio green pass obbligatorio pure dal tabaccaio: il governo non concede quasi nulla in termini di deroghe nonostante il pressing della Lega. Alimentari, farmacie, edicole, distributori di carburante, articoli per gli animali. Sono soltanto questi gli esercizi commerciali ad ingresso libero, senza il green pass base (quello ottenuto con tampone negativo). Le eccezioni all’obbligo dunque riguarderanno pochissime attività commerciali. Domani arriverà il nuovo decreto con l’elenco aggiornato. Prosegue dunque la stretta contro i non vaccinati.

Green pass pure dal tabaccaio: deroghe ridotte al lumicino

A quanto pare Renato Brunetta ha vinto il braccio di ferro con Giancarlo Giorgetti. Il ministro della Pa chiedeva la linea dura, quello dello Sviluppo economico di derogare l’obbligo per quegli esercizi commerciali ritenuti essenziali. Ebbene, il ministro di Forza Italia, supportato – neanche a dirlo – dal super rigorista ministro della Salute, si è imposto: il green pass sarà necessario pure per entrare dal tabaccaio. Questo significa, per fare un esempio, che per pagare un qualsiasi bollettino (pure la multa per gli over 50 non vaccinati), servirà la certificazione verde. Obbligatoria anche per andare alla posta o in banca.

Ecco i negozi a ingresso libero

Nel dettaglio, non servirà il green pass per acquistare generi alimentari sia nei negozi al dettaglio sia nei supermercati. Ingresso libero anche per i negozi che vendono surgelati e bevande, le pescherie, i grossisti di prodotti ittici e di carne. Niente green pass base anche per i mercati all’aperto. Niente certificazione verde anche nei negozi con prodotti e alimenti per animali.

Farmacie sì, profumerie no

Nelle farmacie e nelle parafarmacie non bisognerà esibire il green pass e dunque si potranno acquistare medicinali e prodotti per la cura e l’igiene del corpo, compresi deodoranti, bagnoschiuma, shampoo. Nella lista di chi ha ottenuto la deroga ci sono anche gli ottici. Esclusi invece i negozi che vendono cosmetici e profumi, dove si potrà entrare soltanto mostrando il certificato.

Edicole no, librerie sì

Niente green pass base per fare acquisiti di giornali e periodici nelle edicole all’aperto, mentre servirà nei negozi al chiuso che vendono giornali o articoli di cartoleria. Green pass base obbligatorio anche per entrare nelle librerie.

Tabaccai no (peggio che con il lockdown)

Dal tabaccaio servirà il green pass base. Durante il lockdown del 2020 questi esercizi erano rimasti aperti perché avevano ottenuto la deroga. Adesso il governo ritiene invece che non possano essere inseriti nella lista degli esercizi commerciali esenti perché gli articoli in vendita non rientrano tra quelli “essenziali per la cura della persona”. Ma anche perché in molti di questi negozi ci sono slot machine e altri apparecchi per il gioco.

Benzinai sì

Niente green pass per fare rifornimento di carburante per moto, auto e altri veicoli presso le pompe di benzina, ma anche per comprare combustibili per la casa – compresa la legna, il pellet oppure il cherosene e gli altri prodotti per stufe e camini.

Infine – e ci mancherebbe pure – il green pass non sarà necessario per andare al pronto soccorso, in ospedale, in un luogo di cura, in un ambulatorio a fare delle analisi. Nessun obbligo anche per chi deve sporgere denuncia in un commissariato o in una caserma né per chi è imputato o testimone in un processo.

Regioni in pressing, verso il tavolo tecnico con il governo

Sul fronte delle richieste dei governatori, che vogliono allentare le restrizioni rivedendo i criteri di assegnazione delle fasce di rischio, arriva la lettera di convocazione di Speranza per il tavolo tecnico. I presidenti di Regione chiedono di rivedere l’incidenza del Covid sulla base di parametri sui ricoveri in ospedale diversi da quelli attuali. Nel conteggio vanno scorporati almeno i ricoveri per Covid da quelli positivi. Servono inoltre regole più semplici per la quarantena. Richieste che giungono anche da governatori dem. Ma finora Speranza non ha voluto sentire ragioni: “E’ troppo presto”, dice convinto.

Adolfo Spezzaferro

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