Roma, 19 nov – L’ultimo vertice di governo ha fatto emergere le possibili misure inserite nella manovra economica, soprattutto in sostegno di famiglie e imprese: riduzione o azzeramento dell’Iva su pane, latte, pasta e prodotti per l’Infanzia, taglio del cuneo fiscale di tre punti e quota 103 per le pensioni. Lo scudo fiscale per il rientro dei capitali dall’estero sembrerebbe essere lontano, confermato invece l’intervento sulle cartelle fino al 2015 con la possibilità di uno stralcio per gli importi sotto i mille euro e di una riduzione di sanzioni e interessi al 5% per quelli superiori.

Più aiuti alle famiglie, imprese e fasce deboli

Il presidente del consiglio Giorgia Meloni ha espresso la volontà di orientare gli aiuti per dare sollievo alle fasce più deboli e, in vista della legge di bilancio, apportare misure per circa un miliardo in sostegno alle famiglie e imprese, le quali si vedono anche aumentare le soglie del credito d’imposta al 35%. Il pacchetto destinato alle famiglie, partendo dalla riduzione o azzeramento dell’Iva sui beni di prima necessità (solo per un anno), include anche assegni familiari più corposi per chi ha più di 4 figli e la diminuzione delle imposte sui prodotti per l’infanzia. L’energia resta il capitolo più spinoso, impegnando il numero maggiore di risorse, oltre 21 miliardi su un totale che dovrebbe aggirarsi intorno ai 30.

Governo che non convince

Questo inizio di governo Meloni sta attraversando diverse problematiche e temi caldi, dalla continua immigrazione di massa che non ha trovato una risposta politica forte e che alla fine ha fatto ridimensionare le già poche aspettative sull’esecutivo di centrodestra, alla questione legata ai rave che ha portato alla creazione di un decreto pericoloso per ogni forma di dissenso. Un giudizio complessivo sull’operato di Giorgia Meloni è ancora prematuro, ma le premesse danno adito a diverse riflessioni.

Andrea Grieco

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