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Roma, 1° ott – Succeda quel che succeda, alla fine a monopolizzare il dibattito pubblico ci sono sempre due temi: vaccino e green pass. E ieri a Piazzapulita, il programma di La7 condotto da Corrado Formigli, sul vaccino si sono scontrati Andrea Crisanti e Carlo Freccero. Il microbiologo ha esordito dicendo che «il vaccino ha una protezione di 6-7 mesi e quindi diventa complicato renderlo obbligatorio. Perché a quel punto devi garantire la protezione a tutti quanti, quindi ogni 5-6 mesi – per prevenire un’eventuale ricaduta – devi garantire 120 milioni di dosi a tutta la popolazione. Però i vaccini hanno comunque un effetto importante nel prevenire le complicazioni della malattia».



Il megafono di Crisanti

«L’obbligatorietà non si fa perché non ci si mette d’accordo sulla sanzione. Che senso ha mettere l’obbligo senza sanzione? E allora il green pass è il compromesso», ha puntualizzato Crisanti. A quel punto è intervenuto Freccero, che non ha mai fatto mistero delle sue perplessità sulla narrazione mainstream che ruota attorno al vaccino. L’ex direttore del Tg2, infatti, ha subito contestato le affermazioni del microbiologo sull’obbligo vaccinale: «Non si può fare perché c’è la Convenzione di Ginevra che ce lo proibisce. Poi Norimberga ricorda molto bene che le cose sperimentali non si possono fare».

Freccero su vaccino e green pass

Dopo un breve botta e risposta, Crisanti provoca Freccero: «Ma lei ha più paura del Covid o del vaccino?». E Freccero non si nasconde: «Guardi, se proprio devo dirle la verità, ho paura più del vaccino». A questo punto anche Formigli inizia ad agitarsi e dà del «no-vax» a Freccero. Che però spiega: «Faccio il tampone regolarmente, seguo consigli medici. Non voglio seminare terrore, ma il vaccino non l’ho fatto». E ancora: «A volte diritto e ragionevolezza non sono compatibili. Ma spesso ciò che sembra ragionevole viene imposto dalla propaganda, che in questi mesi è stata fortissima. Perché il ministro della Salute non ha mai pensato di dire quali cure ci sono? La cura è stata dimenticata, è stata diffusa solo la paura».

Il video

Vittoria Fiore



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4 Commenti

  1. Questi vaccini non sono obbligatori perché le case che li producono non si vogliono accollare le eventuali responsabilità sugli effetti avversi.

  2. Ma i giornalisti televisivi oggigiorno ritengono sempre di doverci esprimere le loro preferenze in modo così smaccato? Da quando l’imparzialità nel condurre le interviste ( almeno nelle intenzioni ) è divenuta un impaccio? Vorrei sapere.
    Vorrei far notare inoltre che difendere la sicurezza dei vaccini con la scusa che dopo un tot di somministrazioni ( nell’ordine di diverse migliaia ), si possa essere certi della loro sicurezza, in realtà conferma solo che all’inizio si è accettata una qualche forma di sperimentazione sulla popolazione ( poiché la loro supposta innocuità la si è potuta testare solo in seguito ). Siamo da capo, dovremmo sentirci più tranquilli sapendo ciò?

  3. I giornalisti devono seguire la linea editoriale dettata dal padrone e purtroppo il padrone non è il popolo quindi meglio non farsi illusioni e non aspettarsi vera, utile, informazione.

    Io vista l’inutilità della loro disInformazione non ho la televisione e ho pure smesso di comprare quotidiani.

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