Roma, 27 giu – Abbiamo atteso tre giorni prima di scrivere questo articolo perché volevamo dare un po’ di tempo alla sinistra arcobaleno. E, invece, il nulla più totale. I sostenitori italiani del Ddl Zan non hanno espresso nessun tipo di cordoglio per le due persone uccise e per le 21 ferite durante l’attentato terroristico di Oslo, avvenuto la notte precedente al pride in un gay bar.

Il cortocircuito della sinistra

Dopo essersi stracciati le vesti per la storica decisione della Corte suprema americana che ha cancellato il diritto costituzionale all’aborto negli Stati Uniti, Alessandro Zan, Laura Boldrini e Monica Cirinnà non hanno battuto ciglio per la strage di Oslo, che ha visto come vittime i sostenitori dei diritti arcobaleno in Norvegia. Il motivo? O gli onorevoli del Partito Democratico hanno terminato i Giga o l’origine del terrorista li ha mandati in cortocircuito.

Il terrorista di Oslo, Zaniar Matapour, 42enne iraniano di origine curda, aveva già numerosi precedenti per violenza ed era nel mirino delle autorità norvegesi dal 2015. Era arrivato in Norvegia all’età di 12 anni come richiedente asilo dal Kurdistan iraniano. Invece di integrarsi, Matapour si è radicalizzato nonostante la riconosciuta buona accoglienza del Paese scandinavo. Ciò ha chiaramente mandato in cortocircuito la sinistra arcobaleno e immigrazionista del Pd. Pure le penne di punta Roberto Saviano e Paolo Berizzi hanno scelto di far cadere l’oblio sull’attentato terroristico islamista di Oslo.

Culture non assimilabili, come quella della lobby Lgbt e quella islamica radicale, non possono convivere sotto lo stesso cielo. Come abbiamo già evidenziato in un articolo del luglio 2021, su 23 violenze contro la comunità Lgbt denunciate dall’Arcigay in Italia nel 2021 (27 riportate ma 3 sono bufale e 1 è stata riportata due volte), 5 hanno visto come autori stranieri, ovvero il 22 per cento. Ricordiamo che gli stranieri residenti in Italia sono l’8,7 per cento della popolazione totale.

È noto che la maggioranza degli immigrati sbarcati in Italia provengano da Paesi in cui vige un Islam radicale. Ciò creerà sempre più cortocircuiti nella sinistra. Sabato 18 giugno, un gruppo di ragazzine, che avevano partecipato al pride di Torino, sono state insultate e prese a sputi da una banda multietnica di coetanei, la quale ha motivato la violenza con la frase: “Dovete morire, in Marocco vi avrebbero bruciato”. La sinistra arcobaleno e immigrazionista non potrà nascondersi per sempre, trincerandosi dietro a un ipocrita e colpevole silenzio.

Francesca Totolo

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