Roma, 27 giu – Tra Carlo Calenda ed Enrico Letta il rapporto non è così saldo, nonostante i successi alle appena concluse elezioni amministrative.

Le frecciatine di Calenda a Letta e al Pd

Su Twitter il leader di Azione si prodiga in commenti che non lasciano sempre spazio alle interpretazioni, ma che in certi casi sono piuttosto diretti. Da un lato, Calenda si bea del successo ottenuto con Letta nei comuni dove il centrosinistra ha prevalso. Dall’altro, la critica tradizionale è all’alleanza “estesa” ai Cinque Stelle, oltre alla ripetizione di un concetto già espresso in partenza: la sostanziale indipendenza di Azione dai due poli e, quindi, la sua collocazione centrista. Così il tweet più diretto di Calenda: “Vedo rinnovati appelli della sinistra al campo largo. Ma i 5S erano assenti o inesistenti nella maggior parte delle città dove ha vinto. La nostra strategia per le politiche non cambia. Andremo indipendenti dai due poli. Rinnovando la classe dirigente.”

Il centrismo e le sue variabili

Centrismo e variabili che rappresentano, dunque, una spina nel fianco per i partiti maggiori dei rispettivi schieramenti, ora più che mai. Il rapporto tra Calenda e Letta, in fondo, ricorda tanto quelli del vecchio Silvio Berlusconi con Pierferdinando Casini, o tra lo stesso Pd e Matteo Renzi, tra l’altro, entrambe alleanze che, in confronto a questa, hanno avuto molte solidità concrete (soprattutto la prima). Azione sembra dunque avere legami molto ambigui con il centrosinistra, esattamente come la “collega” Italia Viva.

Alberto Celletti

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