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Triste, 11 feb – Niente, sembra proprio che gli esponenti del Partito democratico (e tutti gli altri chieramenti progressisti) siano destinati a soffrire ancora per molto di quella strana sindrome che gli impedisce di ricordare dignitosamente e onorabilmente i martiri delle Foibe e a stigmatizzare i crimini dei partigiani titini, senza provare ogni volta a rigirare vergognosamente la frittata. Ultimo esempio di questa fulgida attitudine è accaduto proprio ieri, durante la commemorazione del Giorno del ricordo alla Foiba di Basovizza, a Trieste; dove il Pd se ne è andato dalla Foiba per protestare contro gli interventi del presidente della Regione Friuli Massimiliano Fedriga e del senatore di FI Maurizio Gasparri, sul posto in rappresentanza del Senato.

E così la Foiba di Basovizza è stata teatro dell’indegno abbandono dei parlamentari dem – la deputata Debora Serracchiani e i senatori Luigi Zanda e Tatjana Rojc:  “La Foiba di Basovizza ormai è palcoscenico della destra sovranista”, ha dichiarato la Serracchiani. “Il nostro impegno è sempre maggiore affinché questo giorno sia una solennità in cui si condivide pietà e giustizia e non un’occasione per spingersi in prima fila alla ricerca delle telecamere”, ha specificato. Forse mancando di notare che la loro vergognosa defezione, di fatto, ha rubato la scena alla commemorazione, spingendosi “in prima fila”.

”Noi sapevamo: tanti, troppi, negavano. – ha affermato nel suo intervento Maurizio Gasparri – Venivamo giovani, 40 anni fa, col tricolore sull’altipiano. Noi sapevamo: tanti, troppi, negavano. Ci vollero 35 anni perché Basovizza fosse dichiarato Monumento di interesse nazionale nel 1980. Ci vollero 46 anni perché un presidente della Repubblica si inchinasse davanti ai morti di Basovizza nel 1991. Ci vollero 47 anni perché Basovizza nel 1992 fosse dichiarato Monumento Nazionale. Ci vollero 59 anni perché nel 2004 fosse istituito con legge dello Stato il Giorno del Ricordo dedicato ai martiri delle foibe ed al popolo di Istria, Fiume, Dalmazia, costretto all’esodo. Quanto ci vorrà perché scompaiano quelle ‘sacche di deprecabile negazionismo militante’ biasimate ieri dal presidente Mattarella?”.

Gasparri ha anche commentato le parole della Serracchiani dopo la defezione: “Basovizza per la Serracchiani è palcoscenico della destra sovranista? Si inchini al ricordo dei martiri e rispetti le Istituzioni. A Basovizza hanno parlato i rappresentanti istituzionali accolti non da proteste ma da boati di applausi”. E ha aggiunto: “Il dramma che questa ricorrenza evoca mi spinge ad evitare di rispondere alla Serracchiani come meriterebbe, perché reputo sia intelligente non alimentare questa polemica”.

Gli fa eco Francesco Lollobrigida, capogruppo FdI alla Camera: ”I parlamentari del Pd abbandonano la cerimonia presso la Foiba di Basovizza perché, dicono, il luogo è diventato un palcoscenico della destra sovranista? Evidentemente per loro è insopportabile ascoltare la verità sui crimini del comunismo. Tratto comune di tutti gli interventi, dalle istituzioni, agli studenti, alle associazioni fino ai prelati, è stata proprio la condanna del silenzio sulle Foibe durato troppo tempo. Il comunismo, almeno quanto il nazismo, è stato protagonista di eccidi di una ferocia diabolica.

Cristina Gauri

2 Commenti

  1. “Qua xe Italia, lo siga sassi e piere,
    Qua xe Italia, lo siga el nostro mar.
    Qua xe Italia, lo siga le bandiere,
    Che anca i morti se leva a sventolar.
    Italia, Italia, sii Patria d’amor,
    Patria nostra tradida e insanguinada,
    Nissun podarà straparne al to cuor,
    Nissun, nissun, da ti, Patria adorada.”

    “Ode all’Istria” dedicata a questi personaggi PD che fanno finta di amare lo straniero lontano,mentre in realtà odiano semplicemente tutto quello che è Italiano nel sangue.

    forse odiano loro stessi medesimi e nello straniero lontano,meglio se di pelle scura,proiettano semplicemente il loro disagio personale,l’essere non solo fuori dalla Storia,ma anche dalla vita normale,quella di ognuno di noi.

    se mi è concesso,un ultimo sentito pensiero,tratto da una delle canzoni più significative di tutti i tempi:

    “Questa terra ho nelle vene
    Questa terra mi appartiene
    Terra nostra per la storia
    Nel mio sangue la memoria
    Terra e sangue sempre uniti
    Non possono esser divisi
    Terra mia santificata con il sangue
    Terra sacra
    Questa è la mia religione
    Unità della Nazione
    Religione insanguinata
    Religione della Patria
    Terra pazzamente amata
    Terra mai dimenticata
    Ogni vero Italiano è anche Dalmata e Giuliano”

    (Terra Rossa degli Ultima Frontiera)

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