Lucca, 16 mar – Ha rischiato di morire (e non è ancora del tutto fuori pericolo) la neonata di Lucca arrivata in coma all’ospedale e risultata positiva a grandi quantitativi di metadone e cocaina. Per la gravità delle condizioni della piccola, che ha fatto il suo ingresso al nosocomio di Lucca accompagnata dai genitori, si è subito reso necessario il trasferimento alla struttura. Secondo quanto riportato dal Corriere la piccina avrebbe appena 6 settimane. La vicenda  risale a qualche giorno fa, ma è emersa soltanto nella giornata di oggi.

Indagata la madre della neonata in coma

Nel frattempo la neonata sarebbe uscita dal coma e avrebbe ripreso a respirare in maniera autonoma. Non è ancora noto – gli esami medici dovranno accertarlo – se abbia riportato danni neurologici e se questi siano permanenti. Nel frattempo la madre è finita sotto inchiesta da parte della Procura di Lucca.

Gli esami

I fatti risalgono a giovedì scorso alle 23,30, quando la piccola è giunta al pronto soccorso dell’ospedale di Lucca. I genitori avrebbero raccontato al personale medico di aver trovato la bambina nel lettino che respirava male. Accertato lo stato di coma, i medici hanno intubato la neonata. Un primo esame aveva escluso la presenza di segni riconducibili a violenze o eventi traumatici. Per accertare le cause dello stato di incoscienza si è quindi reso necessario procedere c on esami del sangue e delle urine alla ricerca di sostanze stupefacenti.    

Dalle urine è quindi emerso un tasso di metadone pari a 1644 nanogrammi per millilitro (si è positivi quando il dato è superiore a 100), mentre il tasso di cocaina era di 74 ng/ml. Risultati che hanno convinto gli inquirenti ad attenzionare la madre – che, si è appreso, non è solita allattare la bambina. La Procura di Lucca ha aperto un’inchiesta mettendo sotto indagine la donna.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

1 commento

  1. Il metadone… abbiamo capito. Ma la cocaina se la produce lei a casa?! Si indaga la donna completamente fuori di testa, dal libero arbitrio sottozero?! I concorsi interni/esterni si danno solo quando fa comodo? Certo.

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