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Roma, 17 mag – Leggendo il titolo avrete pensato: “Ma è Lercio”? No, ovviamente non lo è. Non vi nascondiamo però che rinvenendo questa notizia lo abbiamo pensato pure noi. Possibile che una scultura sia stata danneggiata dal suo stesso autore? Ebbene sì, è quanto accaduto davvero a Lucca. Nella rotonda di fronte a porta Sant’Anna, come riportato dal quotidiano online Lucca In Diretta. Ed ecco la breve ricostruzione dell’incredibile fatto.

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Lucca, scultura vandalizzata dal suo autore

Intorno alle 6 di stamani un uomo si mette a staccare tutte le foglie dei rami della scultura con l’uso del flessibile. Non contento, si arma di vernice spray e scrive sull’opera questa frase: “Oggi è domenica, domani si muore”. Messaggio che potrebbe apparire piuttosto malaugurante, ma che in realtà è il titolo di una celebre poesia di Pier Paolo Pasolini. Fatto sta che sul posto intervengono le forze dell’ordine che pizzicano il soggetto in questione intento a danneggiare la scultura. Identificato e prontamente denunciato per danneggiamento aggravato, i poliziotti restano di stucco scoprendo che l’uomo altro non è che Stefano Pierotti, l’autore dell’opera vandalizzata. E come mai ha pensato bene di compiere questo assurdo gesto contro la sua scultura? Perché “non mi ascoltano”, ha dichiarato agli agenti.

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L’opera dedicata all’emigrazione

La scultura, denominata Oltre le radici, è una struttura in acciaio corten. Fu collocata nel 2019 al centro della rotonda di piazzale Boccherini, davanti a porta Sant’Anna, uno dei principali punti di accesso al centro storico di Lucca. Un albero e le sue radici che attraversano un muro in obliquo: lo scultore ha pensato di interpretare così l’emigrazione storica della Lucchesia. “Con questa opera la città si arricchisce”, dichiarò il sindaco della città toscana, Alessandro Tambellini, poco prima che venisse inaugurata la scultura. “Un monumento, partito da un concorso pubblico, che interpreta la complessa vicenda della migrazione senza fare retorica. Una visione, aggiungo, vicina alla contemporaneità. La location non è stata una scelta facile: ma alla fine abbiamo individuato uno spazio ampio in cui tutti possano apprezzarla”. Oggi lo scultore ha deciso di “reinterpretare” il tutto.

Alessandro Della Guglia

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