Roma, 23 gen – Cosa beve Antonella Viola al bar con gli amici? “Il succo di pomodoro”, ha assicurato l’ormai celebre immunologa. Perché l’alcol fa male e “chi beve ha il cervello più piccolo”, ha affermato la Viola al Corriere della Sera, scatenando una comprensibile bufera mediatica. Sì perché secondo la stessa Viola, non è vero neppure che un bicchiere di vino al giorno ha indubbi effetti benefici: “E’ un falso, nessun medico serio lo direbbe. Non c’è una dose sicura. Come per le sigarette, la dose sicura è zero”. Peccato che, nel frattempo, sia spuntata una bella foto proprio della Viola con un bicchiere di vino bianco in mano.

La foto di Antonella Viola con un bicchiere di vino in mano

A tirar fuori la foto in questione è stato Michele Arnese, direttore responsabile di Start Magazine. “Si brinda, ovviamente, con succo di pomodoro. Di datterini gialli, penso…”, ironizza il giornalista su Twitter. Insomma, cosa ci faceva la Viola con quel bicchiere di vino in mano? Brindava alla nostra salute o si trattava di una pubblicità progresso in cui intendeva mostrarci gli effetti nocivi dell’alcol?

In realtà a molti è sfuggito quanto specificato dall’immunologa nella succitata intervista al Corriere:Bevo raramente, solo in occasioni particolari. Per esempio se ceno in un ristorante stellato, se festeggio un compleanno o una ricorrenza importante. Per me si tratta di eccezioni, non è la regola”. Già, in realtà la Viola ogni tanto un bicchierino ammette di concederselo, anche se a suo avviso fa male. Ma alla faccia di noi poveri plebei se lo concede solo in locali di un certo spessore.

A proposito, segnaliamo volentieri alla cara professoressa quanto fattole notare dal noto medico-nutrizionista Giorgio Calabrese: “Il vino consumato con moderazione e intelligenza – e lo dimostrano le evidenze scientifiche – ha effetti benefici, soprattutto se associato ai pasti, specie se in stile mediterraneo. Anche i singoli composti presenti nel vino (polifenoli, minerali e vitamine) sono stati oggetto di studi e lavori scientifici, pubblicati negli ultimi 30 anni, e questi dimostrano il ruolo funzionale e positivo sull’organismo”. Com’era la storia del “nessun medico serio lo direbbe”? Nunc est bibendum, professoressa.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. La tendenza ad attaccare tutto ciò che è identità nazionale è una portante della sinistra (che è da sempre e sempre oltranzista) è un DNA innestato dal comunismo studiato e perseguito per l’italia, che ai tempi delle grandi contrapposizioni ospitava il partito comunista più potente d’Europa e sempre a un passo dalla presa del potere, quindi tutto era studiato e teso alla destabilizzazione della democrazia nel tentativo di realizzare il passaggio al blocco comunista. Allora erano seri e pericolosi, oggi lo sono molto meno e a tratti sono anche ridicoli, come nel caso specifico. tuttavia è da registrare la costante della lotta alla identità nazionale nche nelle sue manifestazioni
    di tradizione gastronomica. Un atto dovuto al detto mainstream dominante multicolore, multitutto e speudo-pacifista/ambientalista e quant’altro la follia può e potra elaborare..
    Meno male che almeno ci fanno divertire (anche se rimangono odiatori seriali e arrabbiati)

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