Roma, 23 gen — Un coltello puntato un faccia per farsi dare 20 euro: scene di quotidiana amministrazione a Termini, dove sarà realmente una notizia il giorno che passerà senza che la stazione più importante di Roma sia teatro di qualche episodio criminoso, o di degrado.

Il Messaggero di stamattina riporta dunque la testimonianza di C.F., 26 anni e studentessa lavoratrice di Bologna trasferita da anni nella Capitale. La giovane, che si stava recando alla stazione Termini per tornare nella propria città d’origine, è stata fermata da due immigrati armati di coltello. «Studio e lavoro a Roma ormai da 5 anni ma sono nata e cresciuta a Bologna. Mi trovavo nei pressi della stazione proprio perché avevo un treno da prendere per tornare qualche giorno dalla mia famiglia».

Termini, minacciata con il coltello per venti euro

Chi ha dimestichezza con questo quadrante della Città eterna sa che dopo una certa ora è consigliabile non attraversarlo, soprattutto se si è donne e non accompagnate. Ma nel caso specifico si tratta di un’emergenza famigliare, così la nostra 26enne decide lo stesso di mettersi in viaggio. Finché non incappa nei due malviventi. «Erano 2 ed erano stranieri, uno aveva un coltellino tascabile, mi hanno chiesto dei soldi ma non avevo grandi cifre, solo 20 euro e qualche spiccio. Ormai chi gira coi contanti?», questo il racconto della ragazza. I due non le credono.

Grande spavento

«Mi hanno detto di consegnare loro lo zaino, la valigia non interessava. Mi sono spaventata e gliel’ho consegnato, stavano per andare via ma ho trovato il coraggio di fermarli, li ho pregati di controllare dentro e di non portarmi via i documenti», prosegue la ragazza. «Ne avevo davvero bisogno, dovevo partire e per rifarli ci sarebbe voluto sicuramente troppo tempo, non so come mi hanno ascoltata». Miracolo a Termini: incredibilmente i due si dimostrano comprensivi, e dopo aver controllato che la ragazza avesse dichiarato il vero, si sono presi i 20 euro e le cuffie bluetooth della giovane. Che se l’è cavata, fortunatamente, con una perdita minima e un grande spavento «Credo che non prenderò mai più un treno dopo il tramonto».

Cristina Gauri

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