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Manichino di Giorgia Meloni appeso a testa in giù a Bologna, torna l’odio rosso

by Michele Iozzino
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Bologna

Roma, 11 nov – Un manichino raffigurante Giorgia Meloni è stato appeso a testa in giù a Bologna, durante una manifestazione dei centri sociali.

La manifestazione dei centri sociali di Bologna

Il corteo era partito da piazza Verdi e aveva attraversato la zona U fino ad arrivare in pieno centro. Ad organizzarlo ci hanno pensato diverse sigle dell’estrema sinistra bolognese: Cua, Laboratorio Cybilla e Split (Spazio per liberare il tempo). Obbiettivo della protesta è stato il governo Meloni, a partire dal recente decreto sui rave: «A pochi giorni da un decreto “anti-rave” ci troviamo nuovamente ad invadere le strade di Bologna. È facile attaccare mediaticamente la movida, la socialità per privarci della nostra libertà di creare antagonismo. questo abuso nei confronti della dissidenza travestito da decreto è in realtà l’ennesima norma securitaria agita da un governo fascista che ci vuole obbedienti, silenziose e, di fatto, oppresse».

«Tra sgomberi, cariche all’università e attacchi alle politiche sociali questo governo mira all’appiattimento delle nostre esistenze, delle nostre libertà e dei nostri desideri», questa l’idea degli organizzatori sul nuovo governo, che aggiungono: «A poco più di un mese dalla formazione del nuovo governo, con a testa Giorgia Meloni, assistiamo a un attacco infimo e vergognoso alle poche briciole che fino ad ora i governi passati hanno dedicato al welfare». Sul piatto anche la questione aborto: «Ci viene detto che il diritto all’aborto non verrà toccato, ci viene detto che verranno erogati sussidi economici per assicurare il “diritto ad essere madre” ma contemporaneamente viene attaccato e ridimensionato il reddito di cittadinanza, ci viene detto che i diritti civili sono già abbastanza, ma in maniera celata subiamo continui attacchi all’aborto, alla libertà di scelta e di autodeterminazione».

L’attacco a Giorgia Meloni

Arrivati sotto le Due Torri, gli attivisti dei collettivi hanno appeso a testa un giù un manichino vestito da abiti militari e raffigurante il presidente Giorgia Meloni. Un’ennesima prova di odio politico che ricalca quanto successo qualche tempo fa a Roma, quando ad essere impiccati furono i manichini di Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Un gesto che desta ancora più preoccupazione anche alla luce delle parole degli organizzatori che già hanno messo nel mirino la probabile presenza della Meloni nel capoluogo felsineo per l’inaugurazione del Tecnopolo e affermato che «non sarà mai la benvenuta a Bologna e da nessun’altra parte».

Imbrattato Sapori&Dintorni

A fare le spese degli eccessi dei manifestanti non è stata solo Giorgia Meloni. Durante il tragitto è stato imbrattato e vandalizzato con idranti di vernice colorata, o «sanzionato» per usare la neolingua dei centri sociali, il locale di via indipendenza di Sapori&Dintorni. Gli attivisti hanno giustificato l’azioni come una critica al commercio di lusso e all’inflazione: «Noi lo definiamo un supermercato di lusso, loro, i potenti, lo definiscono un supermercato di “eccellenza”. In un periodo storico in cui l’inflazione sui beni alimentari è cresciuta del dieci percento in pochi mesi, in cui sempre più persone faticano a recuperare del cibo per sostentarsi, condanniamo ancora più aspramente questi presidi di eccellenza accessibili solo a ristrette e ben specifiche classi sociali».

Michele Iozzino

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Manichino di Giorgia Meloni appeso a testa in giù a Bologna, torna l’odio rosso – Blog di Scrillo 12 Novembre 2022 - 6:15

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