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Padova, 15 apr — Gli chiede di rispettare il distanziamento e di non sedersi accanto a lei sul tram e per tutta risposta il suo vicino, un minorenne tunisino, le sferra un pugno e si dilegua. 

E’ successo a Padova, dove una 28enne di origini moldave è finita al pronto soccorso al termine di un breve battibecco con il giovane nordafricano. Lo riferisce il Giornale. L’ennesimo episodio, sfociato in attacco violento, di insofferenza alle norme che regolano il distanziamento interpersonale o che impongono l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. C’è chi prende a pugni una anziana che gli intima di indossare la mascherina o il senegalese che tiene in ostaggio un intero autobus dopo essere stato ripreso per lo stesso motivo. Le cronache italiane rieccheggiano di liti, discussioni e pestaggi. Il tutto a causa delle norme di sicurezza, da parte di chi non le rispetta e di chi le vuole far rispettare con troppo zelo. 

Il tunisino voleva sedersi vicino alla moldava

I fatti si sono svolti alle 17.30 di martedì pomeriggio a bordo di un tram di Padova, quando il tunisino è salito a bordo del mezzo. Individuato un posto libero accanto alla 28enne, si è seduto incontrando le rimostranze della donna, che ha chiesto più volte al minore di rispettare la distanza. Invano: l’immigrato non voleva saperne di spostarsi. Ne è nato subito un battibecco che ha innervosito il tunisino, il quale ha sferrato un potentissimo pugno in faccia alla sua interlocutrice. Approfittando della sosta del tram a una fermata, il ragazzo è sceso nel tentativo di far perdere e proprie tracce.

Le ricerche

Scatta immediatamente la chiamata al 113: la polizia arriva di lì a poco per raccogliere la testimonianza dell’aggredita e la descrizione del tunisino. Gli agenti diramano le informazioni alle volanti di pattuglia in città, che iniziano le ricerche. Passa poco tempo prima che le forze dell’ordine riescano a rintracciarlo in una zona periferica dell’abitato e fermarlo per accompagnarlo poi in Questura. La polizia lo ha denunciato per lesioni e, una volta accertato il suo stato di minorenne, lo ha affidato a una comunità. La moldava è stata invece accompagnata al pronto soccorso dove, al termine degli accertamenti, è stata dimessa con lievi escoriazioni dopo qualche ora.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Visto che la distanza viene fatta rispettare nei bar, nei diversi luoghi, anche in modo ossessivo, non si potrebbero mettere dei “semplici” distanziatori sugli autobus, che impediscano alla gente di sedersi vicino a te? Del resto se due persone si siedono su due sedili attaccati, rispettare anche solo un metro di distanza è impossibile.
    No, perchè io conosco persone che viaggiano con l’autobus, io stesso ci viaggiavo, beccano sempre il rompico… che si siede appiccicato, perchè trova posto. Non so se abbiano messo distanziatori in quella regione.. dalle mie parti fino all’ultima volta che lo ho preso, zero assoluto. è da da Agosto che mancano, quindi sono passati oltre 8 mesi! non c’erano nemmeno le indicazioni sui sedili a “non sedersi”! è una ennesima presa in giro verso le persone che lasciano a casa(ingiustamente) senza lavorare, per divieti assurdi. Poi magari devono anche viaggiare a 5 cm dall’ospite che si siede vicino, senza distanziamento, senza niente..
    Inoltre, se non vengono fatte rispettare nemmeno queste piccole cose, poi la gente si abitua a sedersi ovunque. Una mia amica che ha chiesto a una tizia di spostarsi, è stata anche insultata. Alla fine si è spostata lei.. è proprio che ormai la gente si è abituata a viaggiare “come sardine” su mezzi pubblici, almeno dalle mie parti nel nord Italia è così. Sono stati “loro” con la mancanza di controlli e di distanziatori a farli abituare così purtroppo.. gli stessi “potenti” che vogliono imporci lockdown e limitazioni assurde..
    Questo dovrebbe fare riflettere, a prescindere da cosa uno pensa sul covid(aperturisti o altri), parlo del “doppio standard” che viene applicato. Questo credo che lo possiamo notare tutti.

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