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Roma, 10 ago — Il Tar del Lazio boccia, definendolo «illegittimo» a fini risarcitori, il Dpcm firmato da Conte il 14 gennaio 2021 in cui veniva introdotto l’obbligo, per gli alunni sotto i 12 anni, di indossare la mascherina in classe.



Mascherina in classe per under 12, il Tar boccia il Dpcm

A presentare il ricorso erano stati i genitori di una bambina altoatesina di 9 anni. La coppia, assistita dagli avvocati Linda Corrias e Francesco Scifo, si opponeva all’imposizione dell’obbligo, per i bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, di indossare la mascherina in classe continuativamente durante le lezioni. Il ricorso pone l’accento sulla totale mancanza di evidenza scientifica del provvedimento. I ricorrenti «lamentano che l’imposizione dell’obbligo di indossare la mascherina, per tutto il tempo delle lezioni “in presenza”, sia immotivata e sia viziata da difetto di istruttoria in quanto adottata in contrasto con le indicazioni fornite dal Comitato tecnico Scientifico e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, senza fornire alcun supporto a sostegno di tale determinazione».

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Imposizione irragionevole

La coppia, definendo l’imposizione «sproporzionata e irragionevole» denunciano come  «non sia stata adottata alcuna misura al fine di garantire che un minore, pur privo di patologie conclamate, possa essere esonerato dall’uso della mascherina in classe ove risenta di cali di ossigenazione o di altri disturbi o difficoltà».

“La battaglia è appena iniziata”

Esulta l’avvocato Francesco Scifo: «È una sentenza storica quella del Tar, perché stabilisce che non è stata fatta alcuna valutazione di impatto preventivo. È stata una decisione illegittima. Fatta senza valutare i pro e i contro della scelta», dichiara all’Adnkronos. «La sentenza è importantissima – sottolinea – perché permette il risarcimento dei danni per un obbligo che è abusivo. Quello di portare le mascherine» in classe «senza che sia stata fatta prima alcuna prescrizione o valutazione medica».

Scifo promette battaglia: «Agiremo contro Conte e i suoi ministri ai sensi dell’articolo 28 della Costituzione per responsabilità personale, con volontà di dolo. Faremo un’azione collettiva per tutti gli italiani chiedendo loro i danni. Agiremo anche contro Draghi perché ha inserito la misura nel decreto legge 52/2021 e nei successivi. Ci dicano quali sono le disposizioni scientifiche che avallano la misura. La verità è che i governi se ne sono infischiati, non hanno fatto alcuna valutazione scientifica. La scelta risponde solo a criteri politici: c’è stato un eccesso di potere».

Cristina Gauri
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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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