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Ferrara, 28 ott – Nonostante il nome evocativo con la Scandinavia non hanno nulla a che vedere: il clan «Viking» è infatti uno dei più feroci e strutturati clan malavitosi della Nigeria, ben ramificato nell’Italia settentrionale e al centro di una vasta operazione repressiva, avvenuta questa mattina all’alba, della polizia di Stato, su mandato delle Direzioni distrettuali antimafia delle Procure di Torino e di Bologna e che ha portato all’arresto di 69 persone.

Come si articola il clan

Il clan Viking, secondo quanto ricostruito in lunghi anni di complesse indagini condotte dai magistrati anti-mafia, è articolato in cellule territoriali, definite «deck», ciascuna delle quali specializzata in spaccio di sostanze stupefacenti, gestione del racket della prostituzione e in sanguinosi raid punitivi contro i clan rivali. I poliziotti hanno eseguito le misure cautelari nei confronti di altrettanti appartenenti al sodalizio criminale, tra cui figurano alcuni degli esponenti di spicco, in grado quindi di impartire ordini e poter sviluppare nuove affiliazioni.

Decine di arresti tra Ferrara e Torino

Una delle città più interessate è stata Ferrara, dove sono state eseguite ben trentuno misure cautelari: cifra che lascia chiaramente intendere un fortissimo radicamento cittadino del clan. A Torino la Dda ha eseguito quarantatre provvedimenti.

Rituali barbari

Proprio su Torino, le indagini hanno appurato come l’affiliazione delle donne avvenisse mediante rapporti sessuali di gruppo, al culmine dei quali venivano assegnati l’appellativo di Belle o di Queen alle donne. Tra queste va menzionata l’unica assurta al rango effettivo di associata, Aisha Osayandse, il cui compito era controllare il racket della prostituzione. Particolarmente inquietanti e violente le modalità di risoluzione dei conflitti e le punizioni, compiute da una cellula dal nome Valhalla Marine la quale utilizzava un machete.

L’operazione a Ferrara

Proprio Ferrara è la città che ha dato il via alla indagine dopo che nel 2018 si è registrato il tentato omidicio di un affiliato di un clan rivale, gli Eiye, aggredito a colpi di machete da un gruppo affiliato ai Viking. A seguito delle indagini, nel 2019, gli inquirenti si erano resi conto di essere in presenza di una emanazione della Supreme Viking Arobaga, una costola della mafia nigeriana, strettamente connessa ai clan ancora operanti in madrepatria. I magistrati hanno quindi avuto modo di ricostruire la struttura, i rituali, le spedizioni punitive e il modus operandi della organizzazione mafiosa.
Particolare degno di nota: il capo dei Viking, Emmanuel ‘Boogie’ Okenwa, è un dj afro-beat, il quale oltre a gestire i vari traffici illegali, dirimeva le liti e le autentiche faide che scoppiavano tra associati, oltre a determinare i flussi di commercio delle sostanze stupefacenti in molti casi provenienti dall’Olanda.

Grande soddisfazione è stata espressa, in un lungo post Facebook, dal sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, il quale ricorda come lui e la Lega per anni abbiano denunciato la potenziale presenza della mafia nigeriana sul territorio di Ferrara, esistenza che al contrario era sminuita o negata dalle amministrazioni a guida PD. Una presenza che oggi il duro intervento dell’anti-mafia ha invece certificato.

Cristina Gauri

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