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Roma, 28 ott – Dopo aver invitato i cittadini turchi a boicottare i prodotti francesi e a scendere in piazza contro Emmanuel Macron, il “sultano” è andato su tutte le furie vedendo la sua immagine caricaturata da Charlie Hebdo. Erdogan, in mutande sul settimanale satirico, ha definito i responsabili della rivista “canaglie”, dando mandato ai suoi legali di sporgere querela. Mentre la Procura di Ankara ha aperto addirittura un fascicolo di inchiesta. Curioso che il presidente della Turchia, da sempre punta di diamante dei Fratelli Musulmani, abbia alzato l’asticella dello scontro proprio adesso che è stata presa di mira ironicamente la sua persona. “Che cosa sono, non ho bisogno di dire nulla sulle canaglie che hanno insultato il mio amato profeta. Sappiamo che l’obiettivo non siamo noi personalmente, ma i nostri valori che difendiamo. La mia rabbia è che la rivista sia fonte di mancanza di rispetto per il nostro Profeta“, ha dichiarato Erdogan in un discorso televisivo rivolto alla nazione.

Erdogan infuriato

Nel frattempo il capo comunicazione della presidenza, Fahrettin Altun, ha scritto in un comunicato stampa che “le pubblicazioni di Charlie Hebdo non fanno altro che fomentare un sentimento anti turco e anti Islam purtroppo vivo in Europa e per questo tali scandalose caricature devono essere condannate con forza“. Erdogan poi è andato oltre: “Reagire agli attacchi contro il nostro profeta è per me una questione di onore”, anche “in Germania sono state compromesse la fede e l’identità di milioni di turchi“, ha tuonato il presidente turco. Il “sultano” ha poi accusato accusato “l’Europa di tornare alle crociate contro l’Islam. Stiamo attraversando un periodo in cui l’Islam e l’islamofobia e la mancanza di rispetto per il Profeta si sono diffusi come il cancro, soprattutto tra i governanti in Europa. Ho sentito che la rivista, che pubblica vignette brutte e immorali in Francia, mi prende di mira con un fumetto. Non ho guardato il fumetto perché lo considero crudele anche per la reputazione“.

Charlie Hebdo c’entra poco

Va da sé che le iniziative legali di Ankara lasciano il tempo che trovano, visto che un qualunque provvedimento preso in Turchia non può avere alcun valore in Francia. Le dichiarazioni di Erdogan sono però pericolose per due motivi su tutti: la possibile reazione scomposta di alcuni Paesi islamici (si vedano le recenti manifestazioni in Pakistan e Bangladesh) e le altrettanto probabili, quanto scongiurabili, azioni di stampo terroristico da parte della galassia jihadista (o di cosiddetti lupi solitari che spesso realmente solitari non sono). Le parole del “sultano” rischiano insomma di gettare benzina su un fuoco già accesso, provocando un effetto domino devastante. E’ però ingenuo pensare che il tutto sia consequenziale alle vignette di Charlie Hebdo. Erdogan vuole semmai destabilizzare il più possibile l’Europa, in particolare Francia e Germania che vede come temibili competitor nell’area del Mediterraneo e non solo. Perché dal Nagorno-Karabakh alla Libia, passando per il Medio Oriente, è in atto un braccio di ferro tra le ambizioni europee e quelle di Ankara.

Eugenio Palazzini

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4 Commenti

  1. ….
    quest’uomo è da neurodeliri:
    accusa noi di voler tornare alle crociate?
    LUI che ha preso la turchia laica di ataturk,
    e la sta trasformando in uno stato islamico?

    ha bisogno di un TSO,
    ma di quelli potenti.

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