Roma, 11 mag – Se avessi potuto prendere in caffè con il Ministro all’Istruzione, Marco Bussetti, lo avrei pregato di prescrivere un’ora di Educazione Civica per tutti i genitori degli alunni frequentanti la scuola dell’obbligo: una sorta di servizio obbligatorio come quello che in Svizzera programma la leva per tutti i cittadini. Perché se le scuole sono piene di studenti maleducati, dovremmo avere il coraggio di valutare chi li educa.

In seconda istanza avrei chiesto di ridurre tutti quei “progetti” pensati per l’arricchimento, presenti nei vari Pof, che invece fanno perdere tempo allo studio e alla conoscenza degli argomenti. Chiunque abbia dei figli alle primarie di primo e secondo grado non può non aver notato la profusione di proposte che hanno trasformato la Scuola in un bazar dove chiunque può esporre la “merce” con i nostri figli a fare le cavie. I progetti sono i più disparati: per l’ambiente, per la pace, per l’accoglienza, per la legalità e contro la mafia, contro il bullismo, contro il razzismo, le discriminazioni, le Giornate Mondiali, senza contare gli Open Day o l’autogestione; l’elenco delle attività che tolgono tempo, concentrazione ed energia a interrogazioni, verifiche, correzione dei compiti e spiegazioni è lungo. Nella Scuola le attività extra curricolari possano arrivare a sottrarre dal 20 al 30% delle ore che dovrebbero essere a disposizione dei docenti. Le aule sono un luogo dove la didattica è sempre meno di casa. Ricco invece il calendario stilato con le associazioni la cui mission è occupare gli istituti per colonizzare le menti. Tanto a chi importa se tutte queste attività creano disorientamento negli alunni e li allontanano dallo studio? E’ tutto calcolato: lo prevede la “Buona Scuola” e le riforme che hanno demolito un’istituzione che ha funzionato benissimo per 70 anni.

Oggi si deve offrire una sventagliata di attrazioni e sono i Presidi ad organizzarle, per “farsi vedere” e fare carriera. Porte aperte quindi a proposte di tutti i generi, largo alla novità per coniugare marketing e didattica. L’utente (studente) infatti non deve annoiarsi, non deve fare sforzi eccessivi perché a scuola deve “stare bene”. Ce lo chiede l’Europa, il Consiglio d’Istituto e molti genitori garruli ed ignari più delle loro creature che a forza di fare progetti dopo 8 anni di scuola dell’obbligo sono incapaci di usare un congiuntivo di leggere e scrivere una frase semplice.

Per il professor Martino Mora “è una gigantesca tragedia, perché si tratta di giovani ampiamente scolarizzati. La licenza elementare di un tempo valeva di più della seconda superiore di oggi, anche se le nozioni erano molte di meno (o forse proprio per questo). Il diploma di una volta è come due lauree di oggi. Certo è cambiata la forma mentis dei ragazzi ma soprattutto il modo di insegnare, perché le cose imparate non restano nella loro mente. Anche se con me, conclude il professore, i miei studenti capiscono tutto (quasi) tutti. Capiscono Platone e tutti, o quasi, capiscono Hegel attraverso lezioni tenute rigorosamente in modo frontale”.

Secondo il sito Orizzonte Scuola, di questo istituto non esistono più nemmeno le macerie. Il colpo di grazia è stato inferto dalla legge 107 della Buona Scuola.

“Sotto l’ombrello della famigerata legge 107, nelle scuole di ogni ordine e grado sono promossi, in orario curricolare, i corsi e i “progetti” più disparati e demenziali, di solito appaltati a sedicenti “esperti” esterni al corpo docente: un diluvio di soldi pubblici e un esercito di pseudo-educatori con altrettante pseudo-competenze, che rapinano spazio alle discipline tradizionali e saturano di paccottiglia ideologica gli stessi libri di testo. Lungi dall’arricchire le conoscenze fondamentali, ne minano l’acquisizione e il consolidamento, contribuendo, se ce ne fosse ulteriore bisogno, alla costruzione sociale della superficialità come sistema” così scrive in “Malascuola” Elisabetta Frezza, madre di 5 figli, avvocato e scrittrice.

I temi delle proposte poi sono sempre quelli (non è un caso): i più gettonati riguardano omosessualità, affettività, discriminazione, bullismo diversità. Gli “esperti” sono quasi sempre di una sola area, non viene contemplato il confronto e la morale rimodellata sugli standard contemporanei. Facciamo un esempio. Se si parla di omosessualità ti ritrovi l’Arcigay. Se si parla di affettività o sessualità arriva l’ostetrica che spiega come infilare preservativi. Impossibile trovare uno straccio di progetto proposto da gruppi pro life, tipo il Centro Aiuto alla Vita.

A tutto questa perdita di tempo ora si dovranno aggiungere altre 33 ore di Educazione Civica. Tra gli obiettivi, lo sviluppo eco sostenibile, la tutela del patrimonio ambientale, l’uguaglianza ideologica tra uomo e donna di stampo femminista. Veramente, non se ne sentiva la mancanza. Occhi aperti anche alle linee guida, suggerite dall’Onu, che obbligherà i nostri figli a ragionare ascoltando relatori provenienti direttamente dalle varie Ong.

Antonietta Gianola

13 Commenti

  1. ..non credo ci sia altra soluzione: ormai la misura è colma…occorre :rispondere a tali aggressioni in modo molto duro…

  2. La distruzione della scuola è sempre stato un evento tenacemente voluto e perseguito da quella sudicia accozzaglia di delinquenti (fieri di esserlo) che si siglavano di volta in volta: “PCI-PDS-DS-PD- MIGUEL SUN SEMPRE MI”. Quindi la loro “buona scuola” non nasce dalla loro ignoranza ed incompetenza, che pure ne hanno da vendere, bensì è il frutto avvelenato di un disegno criminoso & criminale. (Pol Pot docet…).

  3. Bene l’analisi, impropriamente inserito lo spot a favore di entità “alternative” a quelle che attualmente infestano la scuola. Lasciato colpevolmente in disparte, inoltre, l’enorme peso dei distrattori extrascolastici e dei modelli comportamentali diffusi da quei distrattori, veri e propri strumenti di plagio e traviamento. Non ultimo l’aggeggio parlante ultraportatile e iperconnesso del quale così tanti bambini, ragazzi, adulti ed anziani sono letteralmente schiavi.

    Ovviamente sono tutte generalizzazioni, ché di giovanissimi e giovani più che degni ne rimangono molti, purtroppo soffocati da ambienti che ne inibiscono lo sviluppo e la valorizzazione. Di quell’ambiente fanno parte a pieno titolo anche le associazioni pro vita e simili. Oltre, ovviamente, a una massa enorme di genitori per caso.

  4. L’articolo parte con una proposta molto interessante che sicuramente proverò a riprendere nella mia esperienza didattica.

    Il resto è una serie di luoghi comuni disarmanti.

    Rispondo per punti a beneficio di una sintesi.
    1. L’abbassamento didattico è fisiologico. Confrontiamo la preparazione chi ha fatto il classico negli anni ’30 e chi negli anni’ 70? Faremo dunque apologia dell’istruzione ai tempi del fascismo?
    2. La classe insegnanti è tra le più anziane che conosca. Un disastroso calo di preparazione degli studenti non sarà, per caso, dovuto a quello? Ai metodi di professori come Mora incapaci di aggiornarsi a metodi più efficaci e adeguati alle nuove generazioni? Ma davvero si vede la lezione frontale di Mora in una terza media di Cusano Milanino?
    3. I progetti esterni che Lei ha presentato non rispecchiano la realtà effettiva. Perché non cita i progetti sull’italianizzazione, la sicurezza stradale, l’uso di stupefacenti? Senza considerare il fatto che a parlare di omosessualità non c’è solamente l’arcigay. Se gli insegnanti, per primi, non sono in grado di esporsi e proporsi in un ambiente democratico come quello scolastico vuol dire che non sono poi molti quelli che la pensano come Lei.

  5. Comprendo l analisi reale dello stato di salute della scuola esposto ,ma non credo che il problema dipendano esclusivamente dai progetti quanto la modalità e la qualità con cui questi sono promossi.
    Sta a chi li valuta e chi li accetta la responsabilità.
    Sono assolutamente d’accordo sul fatto che la forma mentis dei ragazzi sia cambiata. mi domando come fare ad adeguare vecchi schemi a questa nuova forma mentis?
    In qualità di insegnante della scuola dell'”infanzia mi auguro e vi auguro buon lavoro!!!

  6. Non credo che parlare di bullismo, ambiente e sessualità sia tempo perso. Anzi, credo che questi argomenti servano ad aprire loro la mente. Se gli studenti non imparano i congiuntivi la causa è da trovare altrove.

  7. Concordo pienamente con quanto sostenuto nell’articolo anche se poi ovviamente non si può fare gli ogni erba un fascio perché in certi casi qualche progetto si è rivelato utile. Certamente c’è da aver paura per la colonizzazione delle cosiddette nuove frontiere ideologiche, in particolare la colonizzazione in salsa lgbt et similia tanto cara al pseudo- governo precedente. A titolo di esempio nella scuola in cui segno qualche anno fa proposero un percorso didattico con docenti in lingua estera che invece veicolarono idiozie del tipo “il Vaticano, in buona compagnia con l’A. Saudita, ecc… le donne non votano e quindi sono stati da condannare”. Peccato che il Vaticano sia una realtà giuridica molto particolare nel quale sono cittadini effettivi soltanto i ministri ordinati che nella chiesa cattolica si sa sono soltanto uomini. Quanta ignoranza dispensata a spese dei contribuenti !

  8. Quindi la colpa sarebbe delle lezioni laboratoriali e dei progetti il calo dell’alfabetizzazione nelle scuole italiane, non del fatto che a fine anno bisogna mettere 6 a tutti i costi a prescindere da quello che hanno imparato e così le lacune si accumulano fino a diventare incolmabili.

  9. La scuola pubblica?
    In questo paese(?) è pressoché un rudere devastato dall’ideologia di entrambi gli schieramenti politici. Sopratutto quello di sinistra detiene gran parte della responsabilità della sua fine. Negli ultimi 50 anni è diventata una discarica umana dove parcheggiare futuri disoccupati ignoranti in branco e cani da guardia altrimenti disoccupati e nulla facenti in arte improvvisati professori più ignoranti dei loro allievi…escludendo chi realmente quel posto se lo merita davvero per competenza, sacrificio e dedizione, indipendentemente da quella bestialità demenziale chiamata “ruolo” inventata da tanta ignoranza sinistrata sindacale. Ridotta oramai ad un centro sociale istituzionalizzato e frequentato dai figli di quelle mandrie post 68’ grazie al quale ci ritroviamo ad occupare le code delle più vergognose classifiche europee se non mondiali. Il 6 politico e gli esami di gruppo hanno fatto proseliti. Oggi ci ritroviamo nella peggiore spazzatura civica rendendo di fatto la scuola italiana un centro sociale occupato dal peggiore ideologismo che nel secolo scorso ha prodotto milioni di morti a 360 gradi: di destra come a sinistra (questi ultimi peggiore dei primi).
    La scuola pubblica italiana oggi va rasa al suolo, possibilmente con certi genitori, pseudo insegnanti e presidi dentro (quelli dei crocifissi e dei presepi da eliminare in nome di un fetido provincialismo tutto italiota), proprio quelle mandrie di capre che hanno la pretesa di imporre al corpo docenti (quelli veri) cosa i loro pargoli dovrebbero studiare (cosa?). Il lato aberrante e criminogeno sta nella convinzione di costoro, che la scuola italiana sia la migliore del mondo alla luce di quegli studenti modello che dall’Italia sono scappati per trovare asilo culturale e scientifico altrove , sano e reale…proprio quei “secchioni” tanto vituperati, bullizzati, disprezzati da quelle mandrie raglianti che si sono portati a casa licenze e diplomi letteralmente rapinati senza merito e orgoglio di classe. Proprio quelli che oggi pontificano di diritto allo studio e vaquità velleitarie. Che cosa è divento oggi il diritto allo studio tanto voluto e conquistato da quella classe proletaria affamata di diritti, uguaglianze e pari opportunità?
    Valutate voi…a me è bastato mettere la testa fuori dalla madre patria per capire a che livello sta la nostra scuola pubblica…nemmeno nelle scuole missionarie più scassate del 3 mondo trovo una scuola ridotta ad una discarica umana senza capo e ne coda. Una fabbrica di futuri somari raglianti, inesistenti cittadini, potenziali infelici, non che effettivi disoccupati da mantenere a spese delle pubbliche casse. Signori l’estinzione del patrimonio culturale e della storia italiana è servita! Auguri!

  10. I progetti servono a infilare nella scuola argomenti politicizzati che difficilmente si potrebbero giustificare nel programma didattico ufficiale.
    I bambini stranieri sono svantaggiati dalla lingua parlata in famiglia rispetto agli italiani e con un rendimento più basso rallentano l’avanzamento dell’intera classe (non li aiuta dover imparare diverse lingue straniere fin dalle elementari trascurando poi l’italiano).
    Gli insegnanti bistrattati e sottopagati non sono molto motivati.
    L’alternanza scuola lavoro seppur ridotta rimane ancora presente e obbligatoria…. che un lavoro a caso possa sostituire lo studio è davvero una strana novità nel pensiero filosofico della scuola moderna.

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