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Milano, 13 feb – Una banda di criminali in erba, purtroppo senza famiglia, avevano composto una vera e propria baby gang indipendente, composta da cinque egiziani, che rispondeva a tutti i loro bisogni. Solo che per sopravvivere si sono adoperati in innumerevoli azioni violentissime, per derubare pochi soldi o i cellulari.

Violenza e rapine

Sempre cinque contro uno le vittime predilette erano ragazzi della loro età o più piccoli; una vittima fu scaraventata sui binari di Porta Genova con la minaccia di tenerlo a terra all’arrivo di un treno. E poi ancora droghe, di tutti  i tipi, vendute o assunte. La storia di cinque ragazzini egiziani (solo uno di loro era maggiorenne all’epoca dei fatti contestati, altri tutti minorennitti) fa venire i brividi. Tutti erano arrivati in Italia come «minori non accompagnati»: in Italia avrebbero diritto a un permesso e all’accoglienza in comunità, con la scuola e l’avviamento al lavoro. Ma molti sfuggono alle larghe maglie dell’accoglienza.

Gli arresti

L’unico maggiorenne(il  leader del gruppo), era stato già fermato per spaccio qualche mese fa. A suo carico risultava esserci un provvedimento di espulsione; un altro invece ha fatto semplicemente perdere le sue tracce. Degli altri tre retanti, il primo viene arrestato in mentre stava spacciando. Gli altri due li trovano i poliziotti del commissariato, sempre alle Colonne di San Lorenzo. Confessano rapine e furti al carcere Beccaria, proprio come dei bambini.

Le maglie larghe dell’accoglienza

In Italia i  minorenni extracomunitari che avrebbero il diritto di essere accolti o per meglio dire accuditi fomenta un un flusso che cresce di anno in anno e che sta lentamente mandando in crisi la rete d’assistenza in Italia. Persino i cinque egiziani della baby gang avevano mosso i primi passi in comunità, prima in Sicilia e in Calabria, poi anche a Milano. Ma sono sempre riusciti a fuggire – fino ad oggi.

Ilaria Paoletti

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