Avellino, 30 ago — Tensione a Capocastello, un piccolo borgo che sovrasta il comune di Mercogliano, in provincia di Avellino: in risposta alla condotta — indegna del Paese civile che li ospita — di un gruppo di immigrati nigeriani, alcuni residenti hanno deciso di reagire piazzando e facendo esplodere una bomba carta sull’uscio dell’abitazione degli stranieri. Lo riporta ITVonline.

Nigeriani a Capocastello: una convivenza incivile

E’ stata l’ultima di una lunga serie di «botta e risposta» tra gli extracomunitari e gli abitanti di Capocastello, da tempo esasperati dal comportamento dei nigeriani: tutti privi di occupazione, in affitto in un’abitazione privata, non sembrano minimamente interessati a volersi integrare con il resto della comunità. Non si contano più le rumorose sortite notturne — quasi sempre da ubriachi e a volte completamente nudi — le risse e altri episodi di violenza, fino ad arrivare alle coltellate, e le minacce rivolte agli stessi mercoglianesi.

L’esasperata risposta

Qualche residente deve avere quindi perso del tutto la pazienza, tanto da arrivare a confezionare una bomba carta e a farla esplodere sull’uscio della casa abitata dai nigeriani, danneggiandone l’ingresso. Una risposta data dall’esasperazione, certamente non dal razzismo — in paese abitano altri extracomunitari perfettamente integrati a cui nessuno si sognerebbe di torcere un capello — ma che potrebbe innescare una spirale di ritorsioni e violenza preoccupante.

Ed è a questo proposito che interviene il primo cittadino di Mercogliano, Vittorio D’Alessio. Secondo il quale, l’unica soluzione è quella di allontanare gli incivili extracomunitari, con i quali è fallito ogni tentativo di interlocuzione nel corso di una convivenza forzata della durata di due anni. Che si trovino un’altra sistemazione: i paesani la pensano come il loro sindaco.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

1 commento

  1. la solita storia…
    si allargano,si allargano,si allargano:
    fin quando la rabbia della gente esplode,e cominciano i casini.

    SOLO ALLORA la maledetta politica e la polizia si scomodano a fare qualcosa:
    SOLO quando l’ordine pubblico comincia a traballare,e la gente è al limite del linciaggio.
    un giorno di questi abuseranno della pazienza popolare una volta di troppo,e non riusciranno a fermare per tempo qualcuno a cui son saltati i nervi e ha perso il controllo….
    qualcuno che finirà in mezzo ai guai,ma i PRIMI RESPONSABILI SARANNO LE AUTORITA’,che di fare il loro lavoro non ne vogliono sapere fin quando non sono costrette.

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