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Roma, 27 ott – Che tipi questi transgender. Hanno tutto l’establishment a favore, le multinazionali fanno a gara per avallare la loro percezione distorta dalla biologia e dell’identità di genere, e questi ancora reclamano attenzioni, diritti e urlano alla persecuzione.

La Tampax si inchina alla propaganda

Ultima azienda ad inchinarsi alla vulgata trans è stata la Tampax, che pur di allisciarsi una fetta di mercato infinitesimale come quella degli uomini trans (cioè donne biologiche che pensano di essere uomini ma ancora posseggono un utero – sì, lo sappiamo, vi siete persi) ha ben pensato di spazzare via l’identità di qualche miliardo di donne (parliamo di donne cisgender, cioè biologiche, cioè donne con cromosomi XX e utero) in un solo tweet: «È un fatto: non tutte le donne hanno il ciclo», si legge nel messaggio del colosso Usa, «un altro dato di fatto: non tutte le persone con il ciclo sono donne. Celebriamo la diversità di tutte le persone che hanno il ciclo. #mythbusting #periodtruths #transisbeautiful».

Verità o delirio?

Secondo la «verità» propagandata da Tampax, quindi, anche chi pensa di essere un uomo (e che quindi, secondo la vulgata Lgbt, è uomo) ha il ciclo. In realtà rimane una donna con le mestruazioni, perché nonostante le cure ormonali e l’espianto delle mammelle il suo corredo cromosomico è XX e possiede un utero. Di contro, una donna trans non potrà mai avere il ciclo: grazie al piffero, non è una donna, ma un uomo.

Le critiche

Una banalità a tal punto falsa, sconcertante e distorta che, così come accaduto con la concorrente Lines, ha suscitato, oltre al prevedibile plauso progressista, anche uno tsunami di polemiche e commenti sdegnati. Anche tra gli uomini, come l’attore e cantante inglese Laurence Fox: «Sono sinceramente interessato a capire chi alla Tampax abbia pensato che potesse essere una buona idea alienarsi tutta la propria base di clienti, donne biologiche, contro questa donna anti-fattuale e anti-donna». «È un annuncio misogino che sostiene la cancellazione delle donne», ha twittato un utente. Tante le clienti che hanno deciso di passare ad altri marchi di assorbenti, meno inclusivi e anche meno deliranti: «Avete perso una cliente di una vita, con una teoria non scientifica e dannosa». E un’altra ha insistito: «Ecco un altro brand che non comprerò più. Solo le donne hanno il ciclo».

Con la marca americana di prodotti per l’igiene intima Always a fare da apripista, – la decisione di togliere il simbolo che rappresenta il sesso femminile dalle bustine di assorbenti aveva fatto discutere esattamente un anno fa – seguita dai tweet pro trans di Lines, ormai la tendenza è consolidata. L’identità di genere, o meglio la disforia di genere, nella classifica di ciò che ci rende uomini o donne viene prima del nostro corredo cromosomico o di ciò che abbiamo nelle mutande. Le donne cisgender non hanno più voce in capitolo. Prendiamo nota.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Se mia nonna aveva le ruote era un tram… secondo la Tampax e compgni se mia nonna pensa di avere le ruote è proprio un tram e deve circolare sui binari!

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