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Roma, 29 set – “Piuttosto che andare in galera mi sparo alla testa”. E’ quanto dichiarato da Vittorio Feltri ai microfoni di Radio Radio. Il fondatore di Libero si riferisce così alla richiesta del Tribunale di Catania di 3 anni e 4 mesi di carcere per il titolo “Patata bollente” – del 10 febbraio 2017 – rivolto a Virginia Raggi.



“Questa richiesta non me la spiego assolutamente. Tra l’altro c’è anche un piccolo particolare che trascurano anche i media: quando uscì quel titolo ‘Patata bollente’ non ero il direttore responsabile, ero il direttore editoriale. Il direttore responsabile era Senaldi, per lui sono stati chiesti 8 mesi di galera (che sono una follia) e per me 3 anni e 4 mesi di detenzione”, fa poi notare Feltri.

Feltri: Io in carcere? Quel titolo era scherzoso”

I giudici di Catania si pronunceranno il prossimo 5 ottobre sulla querela per diffamazione da parte del sindaco di Roma nei confronti di Feltri.
“Virginia Raggi insiste. Mi attribuisce – ha scritto ieri il fondatore di Libero – la responsabilità di un titolo di cui non posso essere responsabile in quanto non ero direttore responsabile. Titolo che per altro non mi sembra offensivo ma semplicemente scherzoso visto che la patata bollente o fredda è solamente un tubero, che con il sesso non ha alcuna attinenza. Segnalo poi al sindaco di Roma che la Corte costituzionale ha emesso una sentenza con la quale dichiara che non si può punire col carcere un giornalista”.

La sentenza della Corte costituzionale

Feltri si riferisce alla sentenza della Corte costituzionale numero 150 del luglio 2021 dichiara di fatto illegittimo l’articolo 13 della legge sulla stampa, precisamente la numero 47 del 1948. Al contrario i pm punterebbero ad applicare proprio quella norma che prevede “pena della reclusione da uno a sei anni e quella della multa” per i casi di diffamazione compiuta “col mezzo della stampa”.

E ancora Feltri: “Io non ho alcuna ostilità nei confronti delle donne come dimostra tutta la mia attività. Al massimo – scrive – esprimo dissenso nei confronti di quelle che commettono errori. Capisco la soddisfazione della Raggi davanti alla richiesta del Pm di mandarmi in galera, così commettendo un abuso. Il senso della legalità non ce l’hanno tutti purtroppo. Ride bene chi ride ultimo”.

Alessandro Della Guglia



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4 Commenti

  1. Non ti preoccupare Vittorio Feltri…, a Milano, grazie a Pisapia, abbiamo avuto come assessore alla casa (cella! ndr), demanio e lavori pubblici, una certa Lucia Castellano ex importante Direttore di Carceri, senza che nessuno avesse nulla da ridire. Tu (perdonami il “tu”), come detenuto di rispetto e con elevati livelli di solidarietà, interni-esterni, potresti davvero risultare il miglior assessore da contrapporre a politiche sinistrose milanesi da reclusorio…
    Invertendo o comunque riequilibrando il penoso (!) andazzo “circondariale”.
    Si deve sparare qualcun altro! Sei ancora abile e arruolabile. Da chi hai criticato elegantemente ma senza comprendere del tutto una mancata dedica…

  2. Un apprezzamento per il comportamento di Feltri, persona che non si lascia intimorire e dice sempre ciò che pensa senza giri di parole che piaccia o no, grande libertà intellettuale.

  3. Con meno di 4 anni non andrebbe comunque in carcere.. nemmeno se “per assurdo” avesse quella pena e ci credo poco..
    Per il resto è il solito “politically correct” a senso unico..
    Si può dire che “i no vax sono sorci e devono rimanere isolati dalla società”(non ricordo le parole di Burioni ma il senso è quello..), parole estremamente violente e di discriminazione verso chi la pensa diversamente, senza andare in galera..
    Per un titolo come “patata bollente” si rischia a livello penale invece..
    è la schifosa società che tutti loro, politici e giornalisti del mainstream hanno voluto creare.. ora è troppo tardi per pensarci.

  4. Mi verrebbe quasi da dire… (ex art. 21 Costituzione) una sentenza da #Magistrato Democratico
    Ne ho incontrato uno anch’io purtroppo.

    Pur avendo vinto la causa non mi ha riconosciuto la pur due volte richiesta vittoria di spese.

    Mi è costato quasi 20mila euro veder trionfare la verità ora mi tocca far causa a #Marione (per gli errori giudiziari responsabile è il Presidente del Consiglio che poi si rivale sul Magistrato) sperando di trovare un #Magistrato Magistrato e non un altro #Magistrato Democratico

    In bocca al lupo Vittorio!

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