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Roma, 29 set — L’agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha dato il via libera all’utilizzo dei farmaci immunomodulanti Anakinra, Baricitinib e Sarilumab per il trattamento delle forme gravi di Covid-19, cioè in pazienti ospedalizzati con polmonite e necessità di supporto respiratorio.



L’Aifa dà il via libera all’Anakinra

L’Aifa ha comunicato la decisione pubblicando una nota sul proprio sito. «I tre farmaci», attualmente autorizzati per altre indicazioni e quindi con «proprie specificità, si aggiungono al tocilizumab nel trattamento di soggetti ospedalizzati con COVID-19 con polmonite ingravescente sottoposti a vari livelli di supporto con ossigenoterapia. Tale decisione, basata sulle evidenze di letteratura recentemente pubblicate, allarga il numero di opzioni terapeutiche e nello stesso tempo consente di evitare che l’eventuale carenza di tocilizumab o di uno di questi tre farmaci possa avere un impatto negativo sulle possibilità di cura». Nel corso della riunione del 28 settembre 2021, «il CdA di AIFA ha approvato l’inserimento dei tre farmaci Anakinra, baricitinib e sarilumab nell’elenco della L.648/96, che consente la copertura a carico del Servizio Sanitario Nazionale».

Una serie di enormi vantaggi

Si tratta, indubbiamente di una buona notizia. Anakinra è un farmaco economico, sicuro, efficace ed in grado di ridurre di oltre il 50% la mortalità dei pazienti trattati rispetto a quelli che ricevevano solo le cure standard contro i casi più virulenti di Covid. In commercio da vent’anni, viene generalmente usato per trattare l’artrite reumatoide e altri gravi patologie infiammatorie.

«E’ un farmaco che esiste da tanti anni e che conosciamo perfettamente», spiega professor Lorenzo Dagna, primario dell’Unità di Immunologia, Reumatologia, Allergologia e Malattie del San Raffaele di Milano. E’ immediatamente disponibile, e ha «effetti collaterali quasi nulli: la buona tollerabilità deriva dal fatto che si tratta di una molecola replica di una proteina umana. Anakinra è poi maneggevole nell’uso, anche in situazioni critiche». Già dal 2020 al San Raffaele avevano scoperto l’efficacia di Anakinra in tal ambito. «Il farmaco poteva ridurre di oltre il 50% la mortalità dei pazienti trattati rispetto a quelli che ricevevano solo le cure standard. Col professor Giulio Cavalli abbiamo illustrato i risultati in una ricerca pubblicata su Lancet Rheumatology».

Lo studio Save-More

A quel punto, «Sotto la guida del professor Evangelos J. Giamarellos-Bourboulis dell’Università Nazionale Capodistriana di Atene, insieme ad altri istituti di cura abbiamo dato il via a uno studio registrativo da sottoporre agli enti regolatori per l’approvazione del farmaco. È nato così ‘Save-More’, studio disegnato in accordo con l’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) i cui risultati sono stati pubblicati il 3 settembre su Nature Medicine»Ieri è arrivata la decisione dell’Aifa.

Anakinra: risultati ottimi a basso costo

«L’uso precoce e mirato di Anakinra, in combinazione con la terapia standard, riduce la mortalità e i ricoveri in terapia intensiva, aumentando la guarigione completa nei pazienti Covid-19 ricoverati con prognosi sfavorevole dovuta al rischio di insufficienza respiratoria grave. La diminuzione della mortalità relativa è stata del 55%. La percentuale dei pazienti che hanno ottenuto la guarigione entro 28 giorni supera il 50% mentre il numero di pazienti con malattia grave stazionaria è stato ridotto del 54%. Il tempo medio di dimissione dall’ospedale e dalla terapia intensiva è infine stato ridotto rispettivamente di 1 e 4 giorni. Ora lo studio è in valutazione all’Ema per una possibile autorizzazione formale all’impiego del farmaco per la cura del Covid-19».

Sul versante dei costi si registrano numeri interessanti. «Anakinra costa circa 25 euro a iniezione, l’intero trattamento si aggira sui 250 euro. Se si considera che una giornata di terapia intensiva a un ospedale costa 2.000-2.500 euro e che Anakinra può portare a una riduzione del ricovero pari a quattro giorni, i conti sono presto fatti: circa 10 mila euro di intensiva contro 250 euro di trattamento con questo farmaco».

Cristina Gauri



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4 Commenti

  1. L’ aspirina, secondo dati pubblicati, ha mostrato di ridurre del 48% la mortalità da covid se presa all’ inizio del fenomeno infiammatorio e coagulante(l’aspirina e’ sia anti-infiammatorio che anticoagulante)!!L’ Aifa invece di smettere di dire di prendere tachipirina(che peggiora il covid!) e vigile attesa(attesa mortale a volte!!) e consigliare le opportune terapie precoci che si sono sempre dimostrate valide in tutte le influenze virali, approva solo farmaci per i pazienti oramai gravi e intubati.

  2. Mi scusi ma qualcosa nei suoi conti non torna. Il tempo in terapia intensiva si è ridotto di uno o 4 giorni a seconda di quando si inizia la somministrazione. Quindi se prima ci stavo 20 giorni adesso resto o 19 o 16. Cioè ho è sbagliato il riferimento sopra o i suoi calcoli.

  3. Non è proprio economico
    https://www.silhouettedonna.it/salute-news/salute/farmaci/kineret-sc-7sir-100mg-067ml-swedish-orphan-biovitrum-srl/
    e pare non essere un refuso
    https://www.torrinomedica.it/farmaci/principi-attivi/Anakinra/

    Questo è realmente più economico
    https://www.torrinomedica.it/schede-farmaci/plaquenil_200mg_cpr_riv/
    ed era già approvato dall’Aifa
    https://www.aifa.gov.it/documents/20142/0/idrossiclorochina1-002_01.04.2020.pdf

    Ma siamo nel film chi più spende più guadagna??

    Quando la smetteranno di fare i finocchi con le tasse degli altri??

    Al solito con osservanza ed ex art. 21 Costituzione

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