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Genova, 29 set – La notizia ha scosso la Serie A, ponendo una vera e propria incognita sul prosieguo del campionato. I 14 calciatori del Genoa risultati positivi al Covid-19 dopo il tampone hanno riacceso le polemiche, ringalluzzendo gli allarmisti che avevano tuonato settimane addietro contro la ripresa delle attività sportive e negli ultimi giorni sulla questione presenze allo stadio.

Bassetti e la “Waterloo dei tamponi”

Come spesso accade il virologo Mauro Bassetti, direttore dell’ospedale San Martino di Genova, ha espresso un’opinione diversa: niente catastrofismo, piuttosto è la “questione tamponi” a dover essere rivista: “Mentre lo studio di Vo’ Euganeo sembrava una facile vittoria di Pirro, quello che sta accadendo al Genoa Calcio potrebbe rappresentare la “Waterloo dei tamponi””, scrive Bassetti sul suo profilo Facebook. “Dopo poche ore dall’esito di tamponi negativi per tutta la squadra si è assistito a numerose positività con probabili conseguenze importanti sul futuro del campionato di serie A”.

L’inaffidabilità dei tamponi

Per Bassetti esistono due differenti rischi legati a questo tipo di test. “I tamponi possono dare, da una parte una falsa patente di negatività e di liberi tutti e dall’altra produrre un esercito di positivi asintomatici”, spiega il virologo. “Rischiamo di far circolare soggetti negativi al tampone ma in fase di incubazione che trasmettono il virus e chiudere in casa altri con tampone positivo (o debolmente positivo) che non trasmettono a nessuno”. Dunque stando alle valutazioni di Bassetti, rafforzate dal “caso Genoa”, la soluzione è quella di rivedere la strategia dei “tamponi a tappeto”, tornando a delle valutazioni connesse con i sintomi della malattia.

La differenziazione tra positivi e malati da mesi è un cavallo di battaglia di Bassetti. “Occorre rimettere al centro la clinica fatta di segni e sintomi, che unita alla virologia, rimane lo strumento migliore per la gestione di questa pandemia. D’altronde abbiamo sempre fatto così nella gestione delle malattie infettive”.

Davide Romano

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