Roma, 28 ott — L’ennesimo extracomunitario si rende colpevole dell’ennesima violenza sessuale a Roma: giovanissima la vittima, una 14enne attualmente ricoverata all’ospedale in stato di choc, che ha denunciato un nordafricano di 30 anni. L’uomo avrebbe violentato la giovane in un locale prefabbricato della scuola Segurana in piazza Bottero, a Ostia, nella notte fra martedì e mercoledì scorsi, il 25 e il 26 ottobre. Lo riferisce il Corriere.

Nordafricano violenta una 14enne

La ragazzina si era incontrata ad Acilia, (nel X Municipio di Roma Capitale), con alcuni amici di qualche anno più grandi di lei. Poi la comitiva si era spostata ad Ostia: il piano della serata prevedeva il rientro a Roma dove alcuni avevano affittato un bed and breakfast. Con il passare delle ore i ragazzi si erano resi conto di avere tardato troppo per fare ritorno con i mezzi pubblici e quindi tutti quanti si erano messi a cercare un alloggio vicino al litorale. Malauguratamente, sul loro cammino si era palesato il nordafricano trentenne, che con fare amichevole si era dichiarato in possesso delle chiavi di alcuni locali della ex mensa della scuola Segurana. L’uomo aveva proposto al gruppo di pernottare lì.

La violenza

I ragazzi avevano accettato senza pensarci troppo. Purtroppo, nel corso della notte si è palesato il motivo di tanto «altruismo» dimostrato inizialmente dal nordafricano: l’uomo ha preso di mira la 14enne iniziando a palpeggiarla nelle parti intime e sul seno. La vittima ha reagito urlando, svegliando gli amici che hanno allertato il 112. Sul posto sono tempestivamente intervenuti gli agenti della polizia del X distretto di Ostia che hanno arrestato il 30enne, denunciandolo per violenza sessuale. La ragazzina, in stato di choc, è stata trasportata in autoambulanza al vicino ospedale Grassi, dove si trova tutt’ora ricoverata.

Cristina Gauri

 

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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