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barconi-tritonRoma, 30 ago – Gli immigrati fuggono dalla guerra? Alcuni solo da quella contro gli inestetismi. È il caso della 27enne marocchina sbarcata, insieme ad altre 400 persone, al porto di Pozzallo (Ragusa). La donna lamentava dei dolori all’addome e quindi è stata condotta all’ospedale “Maggiore” di Modica, dove è stata visitata dagli operatori sanitari e sottoposta agli accertamenti necessari. Qui i medici hanno scoperto che la ragazza si era sottoposta non meno di trenta giorni prima nel suo paese d’origine a un’addominoplastica. Si tratta di un intervento (a pagamento) che rimuove il grasso in eccesso al fine di tendere la parete addominale.



Un trattamento estetico, quindi. Secondo il quotidiano on line ragusanews.com l’operazione sarebbe costata circa 5mila euro. Sarebbe stata la stessa giovane a riferirlo ai sanitari. Nulla di male, ognuno si ingegna come può pur di superare la prova costume. Solo che la notizia stride un po’ con l’immagine di barconi pieni solo di persone che “fuggono dalla guerra” o che hanno un vissuto tragico. Nel caso specifico, non sembra essere questione di penuria di mezzi economici. Né lo stato d’animo di chi si è appena operata per ridursi la pancetta sembra quello di chi sia in stato di estrema sofferenza, materiale o psicologica. I disperati, sui barconi, di sicuro non mancano, ma che molti affrontino il viaggio, malgrado i pericoli, come una superficiale scorciatoia verso un eldorado solo sognato è un dato di fatto che i media compiacenti hanno sempre più difficoltà ad ammettere.

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Giuliano Lebelli

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4 Commenti

  1. Poveretta, la Sboldrinova la porterà in un centro SPA per rinfrancarla dallo stress avuto per la traversata. Scafisti disumani! portarla su un gommone invece con uno yacht. Chissà se il gaugho antipapa vestito di bianco starà pregando per lei

  2. ma siamo sicuri che la ragazza sia marocchina? Mi sembra molto difficile che abbia attraversato Algeria e Marocco per imbarcarsi dalla Libia dove impazza la guerra civile

  3. ho letto la notizia su ragusanews.com e confermo le mie perplessità. La maggiore è quella relativa alla strada seguita: dal Marocco alla Libia.

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