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Roma, 17 gen – A Firenze c’era un business gestito da extracomunitari per il rilascio di permessi di soggiorno ad altri extracomunitari. A scoprirlo, come riportato da Firenze Today, è stata la sezione criminalità organizzata della squadra mobile, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia che da anni indagava sulla vicenda e ha effettuato diverse perquisizioni e intercettazioni telefoniche. Il meccanismo illegale sarebbe stato escogitato da un sudanese e sei cittadini somali, di età compresa tra i 27 e i 57 anni, rinviati a giudizio dal gup e accusati di falso materiale e ideologico.

Le finte residenze

I sette indagati avrebbero infatti favorito il rilascio di documenti ad altri immigrati per ottenere permessi di soggiorno e titoli di viaggio per muoversi in Europa senza restrizioni. Al centro dell’attività illecita, stando a quanto ricostruito dagli investigatori, c’era una donna somala di 57 anni, che nel cuore del capoluogo toscano gestisce tre negozi. Sarebbe stata lei a fornire precise indicazioni ai connazionali su dove farsi trovare dai funzionari dei Comuni. In pratica gli extracomunitari avrebbero così finto di avere la residenza in alcuni appartamenti di Firenze e di altri comuni della provincia.

Una finzione appunto, perché in realtà nonostante gli immigrati in questione figurassero alloggiati in detti appartamenti, è saltato fuori dalle indagini che vivevano in altre strutture occupate e mangiavano alle mense dei poveri. Tra le strutture in cui realmente abitavano vi è quella dei Gesuiti di via Spaventa, che nel 2017 venne occupata da un gruppo di antifascisti del Movimento di Lotta per la Casa insieme ad altri immigrati che avevano abbandonato il capannone ex Aiazzone in seguito a un incendio in cui perse la vita un somalo 44enne. Nella struttura occupata pare che i posti letto venissero affittati per circa 10 euro a notte.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. …..nazione trasformata in un circo di nani dementi e ballerine sciancate…60milioni di “iitaliani”..ma, almeno, il 50% va piombato…lavoro duro, ma si può fare…pochi, ma buoni…

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