Il Primato Nazionale mensile in edicola

alfano requisizioniRoma, 1 dic – Il governo italiano ha un piano per requisire le case sfitte dei cittadini e metterci dentro gli immigrati? L’allarme è stato lanciato da “Il Giornale”, secondo il quale il ministro degli Interni, Angelino Alfano, avrebbe un piano per procedere alle requisizioni, ma solo dopo il referendum del 4 dicembre. Difficile, quindi, che prima di tale data l’esecutivo possa procedere a mosse particolarmente impopolari.

Scrive Il Giornale: “La scadenza è quella fatidica del 4 dicembre. Fino al referendum – manco a dirlo – non si muoverà foglia. Poi dal Viminale arriverà il via libera alle requisizioni, finora più uno spauracchio per i comuni poco ‘accoglienti’ con i migranti che una misura realmente applicata. […] Le cose cambieranno all’indomani del Referendum costituzionale, quale che ne sia l’esito. Troppo scarsa l’adesione alle procedure Sprar (la rete dei servizi di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati) da parte degli enti locali, troppi i comuni che si sono rifiutati di accogliere migranti (hanno detto no circa 5.500 amministrazioni municipali su un totale di ottomila)”. Sull’argomento, il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha chiesto al governo di chiarire. In seguito a questa inchiesta, il ministero dell’Interno ha commentato ufficialmente: “Non esiste nessun piano sulle requisizioni, né segreto né ufficiale, né prima del referendum né dopo il referendum, né un piano ‘Alfano’ né un piano ‘Viminale’. Gli articoli che ieri e oggi parlano di questo, non hanno alcun fondamento nella realtà”.

Tutto risolto, quindi? Non proprio. Intanto bisogna precisare che la requisizione di un bene da parte dello Stato è legalmente possibile grazie a una legge del 1865. Occorre poi aggiungere che esistono almeno tre casi in cui delle strutture private sono state effettivamente requisite dai prefetti per essere destinate all’accoglienza degli immigrati, anche se in tutti e tre le proteste popolari hanno cambiato i piani del governo: l’Hotel Cristallo, nel comune di Castel D’Azzano (Verona), l’ostello Amore-Natura, a Gorino, frazione del comune di Goro, (Ferrara), l’Hotel Lory di Ficarolo (Rovigo). Quindi dei beni di privati italiani sono già stati espropriati dallo Stato per essere dati agli stranieri. Terzo punto: il ministro Alfano non ha affatto smentito la volontà del governo di procedere agli espropri, ha solo puntualizzato che si tratterebbe di misure eccezionali. Il quotidiano La Stampa riporta le seguenti parole: “Le requisizioni possono essere una extrema ratio. Ma restano una extrema ratio”. Ma in uno Stato che spende circa 100 milioni di euro al mese per la “accoglienza” e che nel 2016 toccherà la cifra record di 200mila immigrati sbarcati sulle sue coste, quanto deve essere “estrema” la “extrema ratio”?

Adriano Scianca

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Dopo aver requisito l oro a tutti i paesi vinti non resta che le case
    Nel 1865 si sono presi il regno delle due Sicilie ?
    Del resto nel 2008 hanno riaperto lo scempio di museo di Lombroso che fu chiuso nel 1938 da un Benito

Commenta