Il Primato Nazionale mensile in edicola

Palermo, 20 set — Un brutto «dispetto accademico»: così Francesco Tulone, matematico presso l’Università di Palermo, punta di diamante della ricerca accademica, definisce il suo caso professionale. Tulone, 49 anni, si è infatti visto negare la cattedra del modulo di Analisi matematica 2, assegnato a una collega ordinaria e neoassunta e probabilmente con meno esperienza di lui per diventarne titolare.



Il ricercatore d’eccellenza scavalcato da una neo assunta

Se la notizia non facesse abbastanza scalpore, va aggiunto il non trascurabile particolare che il matematico, nell’agosto scorso, insieme a due colleghi delle Università di Mosca e Chicago è finito sulla prestigiosa rivista accademica Proceedings of the American Mathematical Society per aver dato «la soluzione a un problema aperto circa 20 anni fa, a seguito di una branca della teoria dell’Analisi matematica sviluppatasi a partire dagli anni ‘60». A questo importantissimo traguardo si somma il curriculum interno all’ateneo palermitano, passato attraverso il consolidamento di tre anni di co-dottorato alla Lomonosov di Mosca, e gli aggiornamenti all’Università di Austin, Texas, sotto la guida del futuro vincitore del Premio Nobel per la Matematica Alessio Figalli.

Lo sfregio dell’ateneo

Il matematico 49enne insegna dal 2005, anno in cui vinse il concorso da ricercatore a tempo indeterminato. Da allora ha tenuto lezioni di Matematica nel suo dipartimento con brevi sortite a Ingegneria, Fisica, Biologia per alcune sostituzioni temporanee. Questo fino allo scorso maggio, quando il Consiglio di ateneo ha proposto di riaffidargli il modulo di Analisi matematica 2. Suggerimento che inizialmente era stato accettato, e poi cassato da una seconda, inspiegabile  votazione segreta e senza motivazione scritta, con la quale l’insegnamento gli è stato tolto e riassegnato alla professoressa ordinaria di cui sopra. «Caso più unico che raro», è stato l’esterrefatto commento di Tulone.

Un dispetto accademico

Ora il ricercatore definisce la decisione «un dispetto accademico». Stupisce che l’ateneo abbia voluto darsi la zappa sui piedi privandosi dell’attività di insegnamento di un’eccellenza della ricerca nel campo matematico. «Amo insegnare, la considero la mia seconda attitudine dopo la ricerca», ha dichiarato a Repubblica. «L’unica spiegazione che ho ottenuto dal decano del dipartimento dell’Università di Palermo è quella che non si poteva non mettere ai voti un’altra disponibilità consigliandomi di ritirare la mia per Analisi matematica 2 per evitare imbarazzi. In verità, la professoressa prescelta mi ha confessato che è stato il dipartimento stesso a spingerla a una candidatura antagonista alla mia». Alla faccia del «privilegio maschile».

Cristina Gauri



La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Non è una caso raro che l’ invidia stupida faccia novanta. Forse qualcuno non ha idea di ciò che accade nelle attività quotidiane dove specie i capi segano il ramo fertile sul quale poggiano per stato di frustrazione proprio malamente compensato!

  2. Gli è andata anche bene!

    Io per una ancor inconfutata lezione di diritto costituzionale
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2015/11/10/ad-quendam-politicum/

    ho ricevuto addirittura una lettera minatoria 😀

    Avanti così per aver “sbufalato” la pandebufala #Covid
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2021/09/20/improbabile/

    mi recapiteranno una busta di proiettili.
    Nel caso 9×21 per favore che sono rimasto senza 😀

Commenta