Roma, 30 giu – Sulle linee della metropolitana capitolina (ma anche Milano si “difende” bene) sono ormai la prassi, anzi ci stupiremmo se non le vedessimo in azione: “squadre” di donne di etnia rom, solitamente in dolce attesa, che pattugliano, più o meno sfacciatamente, le stazioni più trafficate alla ricerca del malcapitato da spogliare dei propri averi. E anche se scatta il fermo, niente paura: di solito tutto si conclude con una denuncia a piede libero, proprio in virtù dello stato interessante delle nomadi. E le ladre in questione sono libere di ritornare alle loro occupazioni non appena escono dal commissariato.

Una intera gang composta da cinque donne tutte incinta, però, è davvero un fatto eclatante. Sono state intercettate ieri dai militari, in servizio anti borseggio, della stazione di San Lorenzo in Lucina, mentre cercavano di mettere a segno un colpo sul tram in transito in via Marmorata. La vittima, una donna anziana, non si è accorta subito di essere stata puntata e in seguito derubata del borsello con un’abile manovra di accerchiamento dalle cinque. La cosa, però, non è sfuggita ai carabinieri in borghese a bordo del convoglio, che sono intervenuti immediatamente fermando le malviventi. Si tratta di cinque donne giovanissime, tra i 19 e i 26 anni, tutte in stato interessante e provenienti dai vari campi della Capitale. Alle rom è toccato mollare la refurtiva, che è stata prontamente restituita all’anziana signora. Recuperato il maltolto, è scattata la denuncia per tutte e cinque, ovviamente a piede libero, in virtù delle loro cinque gravidanze. Subito pronte per borseggiare di nuovo.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

3 Commenti

  1. Metodi per punirle e farle smettere ce ne sarebbero, ma gli italioti (beoti) farebbero a gara a chi starnazza di più ed allora………………. teniamocele ma poi guai lamentarsi!

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