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New York, 7 ott – Rula Jebreal ormai è in preda alla rabbia cieca contro Trump. Il che non è una novità, assolutamente, però è arrivata a scomodare paragoni “architettonici” per dare al presidente Usa del dittatore. E nei commenti di Twitter qualcuno le ricorda che il raffronto potrebbe tranquillamente coinvolgere il democratico Obama.

Jebreal: “Trump come Saddam”

Quindici anni dopo la morte di Saddam Hussein, la sua eredità autocratica di diatribe di recriminazione scatenate dal balcone viene emulata (in caricatura) dall’aspirante dittatore statunitense Donald Trump”, scrive su Twitter la giornalista italo – palestinese. Insieme alle deliranti frasi, pubblica una foto del dittatore iracheno che brandisce un fucile in aria affacciato da un balcone e un’altra (meno minacciosa) di Donald Trump affacciato al terrazzo della Casa Bianca.

Ma Trump è in balcome come Obama

Qualche suo sodale nei commenti scomoda addirittura Benito Mussolini ma qualcun altro, dotato di un po’ di sale in zucca, gli fa notare che anche uno dei suoi idoli ovvero l’ex presidente democratico degli Usa Barack Obama, si affacciava dal medesimo balcone e con la stessa enfasi: “Complimenti per il collegamento” gli scrive l’utente “guarda questo altro “dittatore”.

Le fregnacce della Jebreal su Twitter

Ricordate quando la Jebreal scrisse, sempre su Twitter che Willy Monteiro era “stato trucidato perché aveva la pelle nera”? Non solo, aggiungeva che “il razzismo, l’incitamento al odio e la violenza di matrice fascista in Italia sono un’emergenza sociale che denuncio da anni”. Come ben sappiamo, questa matrice fascista di cui farnetica la Jebreal e l’ipotetico movente razzista sono stati smontati dalle indagini degli inquirenti – e a dire il vero, anche all’epoca chi indagava aveva smentito queste ricostruzioni. Pensate che lei abbia poi più speso una parola per l’accaduto? Se pensate che la risposta sia “no”, fate bene. Insomma, la Jebreal dà fiato alle trombe tanto per fare lo sporco sensazionalismo di cui accusa i sovranisti di tutto il mondo – e casualmente lo fa sempre a ridosso di qualche elezione – e la cosa ormai è così evidente che persino sul suo “pregiato” profilo Twitter si ritrova frotte di contestatori. Bel colpo, non c’è che dire.

Ilaria Paoletti

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