Iseo, 7 ott – Un sussidio di 160 euro al mese per un anno e mezzo alle donne che rinunciano ad abortire e scelgono invece di portare avanti la gravidanza. E’ la soluzione proposta dal comune di Iseo (Brescia) per contrastare la piaga della natalità zero.

La mozione, approvata con il voto compatto della maggioranza dal Consiglio comunale, ha sollevato come prevedibile le polemiche della sinistra cittadina, che a quanto pare è più contenta di «tifare aborto» e il «diritto di scelta della donna» – che di fatto non viene intaccato, anzi: viene fornita una reale possibilità di scelta tra due opzioni –  piuttosto che sostenere concretamente iniziative a supporto della famiglia. Una mozione che invece il primo cittadino di Iseo, Marco Ghitti, ha difeso a spada tratta. «Non si può capire la scelta se viene estrapolata dal contesto del pacchetto di misure a sostegno delle famiglie» ha spiegato il sindaco. Alcuni istanti prima della votazione, il gruppo di opposizione Progetto Iseo, ha bollato la proposta come «strumentale ed inadeguata», e ha abbandonato l’aula consigliare.

La mozione, chiamata Sostegno alla vita nascente, è stata presentata dall’assessore al Bilancio Giovanna Prati. Centosessanta euro mensili per 18 mesi: l’idea è nata per contrastare il notevole calo di nascite registrato sul territorio comunale, tanto da arrivare alla chiusura dell’unico reparto neonatale dell’ospedale cittadino. Nonostante questo, «nessuno ha intenzione di forzare la mano su scelte che riguardano la sfera personale ma è necessario che il Governo si dia da fare per creare una politica massiccia a sostegno delle famiglie», ha precisato Ghitti. Le polemiche riguardo interruzione di gravidanza e politiche di sostegno alla natalità non sono di certo nuove ad Iseo: per 15 anni l’ospedale è rimasto senza medici che praticavano aborti in quanto tutti quelli impiegati erano obiettori di coscienza.  

Il bonus è stato definito come «sussidio alla maternità che fornisca alla donna intenzionata ad abortire, anche a causa di necessità economiche, la possibilità di avvalersi, dopo l’avvenuto rilascio del documento attestante lo stato di gravidanza e la richiesta di Ivg, di un intervento economico straordinario subordinato alla disponibilità della donna ad aderire a un progetto sociale individualizzato».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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