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Genova, 7 ott – L’ennesima storia relativa a un «furbetto» del reddito di cittadinanza. A giudicare dalla mole di casi che vengono allo scoperto ogni giorno, sembrerebbe quasi  che il numero dei percettori indebiti del sussidio voluto da Cinquestelle superi quelli che ne avrebbero effettivamente diritto. Camorristi, ‘ndranghetisti, rom, ladri, spacciatori, immigrati senza permesso di soggiorno: un esercito di parassiti foraggiati da uno Stato che all’atto della richiesta del reddito ha mancato nell’eseguire i dovuto controlli.

Prendiamo ad esempio il pusher residente a Genova che con i soldi del sussidio ci comprava la droga da spacciare. Non solo il furbacchione utilizzava in modo illecito il sostegno economico – corredando all’attività di spaccio altri reati non meno gravi – ma non aveva nemmeno titolo per percepirlo. Un grande classico, quest’ultimo elemento, che a più riprese punteggia le cronache di tutta la Penisola. L’uomo operava nel capoluogo ligure dove è stato tratto in arresto dai carabinieri insieme a una banda di tre complici.

Il pusher è accusato, congiuntamente ai tre complici, di spaccio aggravato e continuato, estorsione e detenzione di armi e munizioni. Nel corso delle perquisizioni effettuate nelle abitazioni degli indagati, infatti, i militari dell’Arma hanno rinvenuto due pistole a tamburo illegalmente detenute, di cui una rubata, e 350 proiettili dello stesso calibro delle armi. Per due membri dell’organizzazione criminale si sono aperte le porte del carcere. L’operazione è scattata questa mattina con i carabinieri della Compagnia di Arenzano, in collaborazione con la Compagnia Centro, la Compagnia Sampierdarena e il Nucleo Cinofili di Villanova d’Albenga (SV), hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Tribunale di Genova.  Con l’ordinanza di applicazione della misura cautelare il Gip ha, come da prassi, anche disposto la sospensione del reddito di cittadinanza. 

Cristina Gauri

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