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Roma, 27 mag – E’ continuata oggi la protesta di Sandra Milo contro il governo e contro le insufficienti misure a tutela dei lavoratori del mondo degli artisti e dello spettacolo durante la crisi innescata dal lockdown. L’attrice, che da poco ha compiuto 87 anni, aveva iniziato dieci giorni fa lo sciopero della fame nel tentativo di richiamare l’attenzione del premier Conte. Tentativo che è però caduto nel vuoto, e così questo pomeriggio la Milo ha deciso di estremizzare la propria protesta incatenandosi davanti a Palazzo Chigi, per ricordare il dramma socio-economico vissuto da migliaia di famiglie che da marzo vivono nell’incertezza per il futuro.

Il settore dello spettacolo è stato annientato prima dal lockdown e poi dalle misure di distanziamento sociale, che hanno di fatto impedito lo svolgimento di concerti, spettacoli teatrali ed eventi di varia natura, per i quali non vi è nemmeno una data certa di riapertura. Anche in questo caso le misure messe in campo dall’esecutivo si sono rivelate insufficienti, gettando nell’indigenza e nell’insicurezza non solo gli artisti ma anche gli operatori e i tecnici impiegati negli spettacoli. E la crisi ha colpito anche Sandra Milo, che si è vista cancellare le date dei suoi spettacoli teatrali previsti in questi mesi. Da qui l’idea prima dello sciopero della fame – interrotto il 22 maggio, quando l’attrice aveva ricevuto una chiamata di Giuseppe Conte. Che però non aveva rispettato la promessa di richiamarla nel fine settimana. Quest’oggi, quindi, l’attrice ha voluto ricordare al presidente del Consiglio l’impegno che aveva preso nel weekend e si è incatenata ad una transenna, mentre veniva ripresa dalle telecamere di Tagadà.

La protesta ha sortito l’effetto sperato: dopo alcuni minuti uno degli agenti di polizia si è avvicinato all’attrice avvertendola che il premier aveva espresso l’intenzione di riceverla per un confronto sulla vertenza dei lavoratori dello spettacolo. Speriamo che almeno la Milo venga ascoltata.

Cristina Gauri

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