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Roma, 27 mag – “Twitter, il suo social preferito”. Così, su questo giornale, abbiamo ironizzato più volte dopo qualche infuocato cinguettio di Donald Trump. Non è d’altronde un segreto, il presidente americano ha utilizzato questo social come straordinario megafono virtuale fin dai primordi della sua campagna elettorale. Se per Obama la gallina dalle uova d’oro fu Facebook, per il tycoon lo è stato Twitter. Un salto di special piattaforma per un successo assicurato. Ma Trump, anche da presidente degli Stati Uniti, non ha mai abdicato all’uso smodato del cinguettio. Metodo che ha spesso mandato in tilt osservatori e analisti. Un’operazione da tabula rasa della comunicazione istituzionale, a tal punto che per capire le prossime mosse della Casa Bianca è ormai più utile seguire il profilo Twitter di Trump che attendere comunicati o conferenze stampa ufficiali.

Trump vs Twitter

Ecco, adesso tutto potrebbe di colpo cambiare. Perché il presidente statunitense ha mandato gentilmente a quel paese il suo (ex) social preferito. E come mai? Presto detto, la società di San Francisco ha “corretto” due tweet in cui Trump evocava senza troppo girarci intorno un rischio di frode elettorale, in seguito alla decisione del governatore della California, Gavin Newsom, e di altri suoi colleghi democratici, di introdurre (o valutare di introdurre) il voto per posta a causa dell’epidemia di coronavirus. In pratica Twitter ha segnalato i due cinguettii del presidente americano con un avviso esplicito: “Verificare i fatti”, seguito da un link in cui si sostiene che le affermazioni di Trump sono prive di fondamento in base a quanto rilevato da veri media (tra cui Cnn e Washington Post).

Non solo, secondo un portavoce di Twitter, le parole del tycoon “contengono informazioni potenzialmente fuorvianti sui processi di voto e sono state contrassegnate per fornire un contesto aggiuntivo”. Inutile dire che Trump è andato su tutte le furie. E come si è sfogato? Con un bel cinguettio ovviamente. “Twitter sta interferendo nelle elezioni presidenziali 2020. Stanno dicendo che la mia dichiarazione sul voto per posta, che porterà ad una massiccia corruzione e alla frode, non è corretta, basandosi sul fact-checking delle Fake News Cnn e del Washington Post”, ha tuonato il presidente Usa. Per poi aggiungere: “Twitter sta completamente sopprimendo la libertà di parola ed io, come presidente, non consentirò che accada!”.

Trump vs social network

Una dura replica a Twitter su Twitter a suon di tweet. Ma non è finita qui, perché Trump ha esteso il raggio della sua invettiva, attaccando a gamba tesa i social in generale. E sempre by Twitter minaccia adesso di chiuderli tutti senza sconti. “I repubblicani – ha cinguettato il leader della Casa Bianca – sentono che le piattaforme dei social media mettono completamente a tacere le voci dei conservatori”. Dunque “faremo dei regolamenti oppure li chiudiamo, perché non possiamo permettere che questo accada. Abbiamo visto cosa hanno cercato di fare, e non è riuscito loro, nel 2016. Non possiamo permettere che ciò accada di nuovo, in maniera più sofisticata. Proprio come non possiamo permettere che elezioni per posta mettano radici nel Paese”.

Eugenio Palazzini

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