Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 1 apr – Il vaccino del caregiver Scanzi è ancora un caso e se l’indagine interna della Asl si è conclusa, adesso la Procura di Arezzo dovrà far luce sulla vicenda prendendo in esame l’intera documentazione. Nel frattempo però è saltato fuori un altro “piccolo” dettaglio, un semplicissimo asterisco che inchioda il giornalista del Fatto Quotidiano. A farlo notare è Il Giornale che riporta le “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti Covid-19”. Si tratta di un documento con cui il ministero della Salute ha specificato, aggiornandole, le priorità sulle categorie che devono essere vaccinate prima delle altre. Dopo sanitari, Rsa e 80enni, tocca alle persone con “elevate fragilità” e ai 70enni. Lapalissiano quindi, Scanzi non si trova in nessuna di queste categorie. Eppure lui, come noto, si è giustificato: “Essendo figlio unico ed essendo ritenuto dalla Asl caregiver familiare e avendo due genitori nella categoria fragili, avrei comunque potuto vaccinarmi”. E’ davvero così? Non proprio.



Scanzi caregiver? Sembra proprio di no

Perché il Piano ministeriale in questione, esattamente come la Regione Toscana, prevede per buona parte delle patologie l’inoculazione del vaccino soltanto al malato. Per altre patologie si prevede di allargare la somministrazione anche “ai conviventi”. Si veda appunto l’asterisco succitato, che come spiegato dal Giornale si trova su 7 delle 30 patologie totali. Il fatto è che Scanzi non convive più con i suoi genitori, dunque tecnicamente non aveva affatto diritto a quella dose di vaccino.

Oltretutto il caregiver non viene neppure menzionato nella tabella in questione. Compare invece alla tabella 4, dove si indicano varie disabilità (fisica, sensoriale, intellettiva e psichica). Soltanto in questi, stabiliti dalla legge 104, occorre “vaccinare familiari conviventi e caregiver che forniscono assistenza continuativa in forma gratuita o a contratto”. Ora, stando a quanto dichiarato da Scanzi sui social e a Cartabianca, i suoi genitori non rientrerebbero in questa categoria. Ergo non avrebbe potuto iscriversi alla “panchina”, come peraltro specificato da una nota della Usl Toscana Sud Est: “Per iscriversi è necessario entrare sul portale di prenotazione nella categoria di appartenenza”.

Alessandro Della Guglia



La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Nella domanda Scanzi non ha mai dichiarato di essere un caregiver…quindi non si capisce di che cosa parla questa notizia. Booooh .

Commenta