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Milano, 6 mar –  Un bel gesto, simbolico ma forte, quello del sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, che ha suscitato una timida emulazione da parte del più noto e celebrato primo cittadino di Milano, Beppe Sala. Di Stefano in prima persona giovedì si è recato a casa di diversi anziani sestesi portando loro dei pasti caldi.



L’ex Stalingrado ora sovranista

Con questo atto il grosso Comune dell’hinterland milanese, ex Stalingrado d’Italia, oggi a guida sovranista, ha inaugurato un prezioso servizio di consegna a domicilio, non solo di cibo ma anche di medicinali e prodotti per l’igiene personale, riservato alle persone fragili o non autosufficienti. “Ho raccomandato loro di uscire poco e non frequentare posti affollati per evitare contagi”, ha detto il sindaco di Sesto che nei giorni difficili dell’emergenza coronavirus si è attivato per applicare al meglio non solo le disposizioni governative e regionali, ma anche i consigli generali rivolti agli over 65.

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“Rimanete a casa, ci sono i servizi sociali”

“E vero che la patologia ha una grossa diffusione ma il 50% la supera senza accorgersene e il 40% non ha gravi problemi. Però c’è un 10%, che è quello che va in terapia intensiva, e sono quasi tutte persone che hanno più di 65 anni. Quindi invito gli anziani a uscire il meno possibile nelle prossime due/tre settimane”, ha detto l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera.  “Noi con i comuni stiamo coinvolgendo la protezione civile e il volontariato per portare da mangiare a casa sui modelli del piano caldo che fanno i comuni d’estate – ha aggiunto Gallera -. Quindi rimanete a casa, ci sarà un contatto dei servizi sociali per chi non ha la possibilità di avere qualcuno che lo aiuta. Non andate a giocare a bingo o a carte, rimanete in casa. E’ importante per voi, per limitare di più la diffusione e per il nostro sistema sanitario”.

Chiese aperte

Oltretutto, è notizia di oggi che da domenica prossima non si terranno nemmeno le messe. Le celebrazioni con la presenza di fedeli sono sospese dall’8 marzo fino a nuova comunicazione, le chiese rimarranno aperte per la preghiera individuale e per l’incontro personale con i sacerdoti. Lo ha stabilito la Conferenza Episcopale Lombarda che ha inviato un comunicato nel quale, “esprimendo vicinanza a tutti coloro che sono colpiti e coinvolti da questa emergenza, rinnova le disposizioni relative a celebrazioni, luoghi di culto e oratori”. “Si invita – si legge nella nota – alla preghiera in famiglia e si dispone, analogamente a quanto avviene per le scuole, la chiusura degli oratori e delle relative attività educative fino a domenica 15 marzo”.

Fabio Pasini

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