Roma, 15 apr — Non esiste pace per Norma Cossetto, la cui memoria viene continuamente sfregiata dalla sinistra, con l’Anpi e vari riduzionisti-giustificazionisti saldamente in testa. Ogni volta che in qualche parte di Italia si tenta di commemorare la giovane donna torturata, violentata e poi gettata viva in una foiba a soli 23 anni dai partigiani titini nel 1943, arrivano gli alfieri della correttezza politica a mettere in dubbio le sofferenze patite da Norma. O a giustificarne lo stupro e le torture.

Questa volta è accaduto a Roma, nel I° Municipio, dove il consigliere di Sinistra Civica ed Ecologista Federico Auer di Sinistra Civica ed Ecologista ha fatto esattamente questo: per contestare l’intitolazione a Norma Cossetto di una targa in I Municipio, prima ha esposto perplessità sulle atroci violenze subite da Norma, poi le ha praticamente legittimato.

La memoria di Norma Cossetto infangata nuovamente

«Non volevamo credere alle nostre orecchie», denunciano in una nota congiunta i consiglieri di Fratelli d’Italia in I Municipio, Lorenzo Santonocito, Stefano Tozzi, Marco Veloccia e Daniela Gallo, condannando «l’intervento del consigliere dell’estrema sinistra che, nonostante sia stato da noi interrotto diverse volte, ha proseguito continuando a sollevare dubbi sullo stupro e adducendo il fatto che — non essendo stati noi presenti sul posto — non potevamo affermare con certezza che la violenza ci fosse stata. E che comunque il padre della Cossetto era stato coinvolto nel regime fascista, quindi il fatto quasi giustificava tutto l’accaduto». Così descrivono i consiglieri di FdI quanto successo in Municipio I.

La sinistra non prende le distanze

I consiglieri proseguono sottolineando che l’intervento ha «indignato anche le tante consigliere presenti nell’Aula». Una vergogna assoluta per Auer ma anche «per la maggioranza di sinistra nel I Municipio», che si è guardata bene dallo stigmatizzare o prendere le distanze «da questo ignobile intervento e non ha votato nemmeno la relativa mozione negando così il ricordo e il sacrificio di Norma Cossetto». La sinistra, come sempre, compatta nella vergogna.
«Proprio in questi giorni, in cui stiamo assistendo al dramma della guerra in Ucraina, dove le uccisioni di massa e gli stupri di guerra sono tornati di attualità nostro malgrado, avremmo voluto che Norma Cossetto potesse diventare un simbolo per le tante donne che, per non rinnegare il loro amor di patria, sono diventate vittime di stupri di guerra». concludono i consiglieri. Una cosa è certa: la memoria di Norma Cossetto, Medaglia d’Oro al valor civile riconosciuta dal Presidente Ciampi, continuerà a rimanere viva nonostante gli sforzi degli antifascisti di offuscarla. Chissà mai chi ricorderà il consigliere Auer, invece…
Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. i partigiani massa di delinquenti stupratori , el mi nonno me ne raccontava dei partigiani bastardi che rubavano nelle cantine e violentavano e ammazzavano i preti partigiani bastardi assassini compreso quel grandissimo bastardo di pertini

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