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Roma, 2 giu – L’ex centro di accoglienza occupato da immigrati clandestini di origine africana al Tiburtino III, quartiere popolare della periferia est di Roma, è stato finalmente sgomberato. Una vittoria dei residenti che ormai da settimane denunciavano una situazione divenuta insostenibile. Manifestazioni spontanee si ripetevano con cadenza quasi giornaliera, con protagonisti i cittadini seriamente preoccupati per il rischio sanitario e per il totale degrado in cui rischiava di sprofondare di nuovo il quartiere. Sì perché il centro d’accoglienza di via del Frantoio fu sgomberato una prima volta nel 2018, dopo anni di proteste portate avanti dai residenti e dai rappresentanti di CasaPound.

Una situazione divenuta insostenibile

Il mese scorso era stato nuovamente occupato, in piena emergenza sanitaria dettata dal coronavirus. Insomma, mentre i cittadini italiani del Tiburtino III erano alle prese con le misure restrittive imposte dal governo, immigrati irregolari bivaccavano tranquillamente e soprattutto abusivamente. Superfluo sottolineare i gravi pericoli corsi in queste settimane, con la tensione che era salita alle stelle a fine maggio. I cittadini e i rappresentanti del comitato Tiburtino III millennio, che protestavano contro l’occupazione dei clandestini, si erano tra l’altro trovati di fronte un presidio delle forze dell’ordine. Queste ultime, dopo aver chiesto i documenti ai residenti, li avevano oltretutto minacciati di sanzioni per assembramento. Un grottesco paradosso, a cui è auspicabile che adesso sia stata messa una pietra sopra con lo sgombero.

La vittoria dei residenti

“Questa è una vittoria di quartiere e residenti che da settimane protestavano per chiedere lo sgombero immediato di questa occupazione”, ha dichiarato Marco Continisio, rappresentante del comitato Tiburtino III millennio, al Primato Nazionale. “Ma la vittoria vera la registreremo quando questi locali saranno destinati a servizi di prima necessità per gli abitanti che non li hanno, ha specificato Continisio. “Ci auguriamo dunque – ha concluso il rappresentante del comitato – che le istituzioni adesso facciano buon uso di questi locali e che gli immigrati clandestini allontanati oggi vengano rimpatriati. Perché altrimenti il rischio è che replichino in un altro quartiere di Roma quanto fatto qua”.

Alessandro Della Guglia

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