Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 26 apr – Prosegue il nostro viaggio nell’emergenza abitativa romana, con la storia di Roberto e Marina, giovane coppia con una figlia, Elisa, di soli 7 anni, che ora rischia di essere messa in mezzo a una strada dal Comune di Roma. Residenti nel Comune di Guidonia, si trovano al quattordicesimo posto della graduatoria per la casa popolare, che gli spetterebbe di diritto. Eppure, nonostante la palazzina sia di fatto pronta da due anni (mancano solo gli infissi), a causa della malagestione del Comune (commissariato), non possono accedere all’alloggio che gli dovrebbe essere assegnato. Anzi, in completo dissesto economico, il Comune di Guidonia sembra che ora la palazzina voglia venderla per risanare il bilancio, creando un grave danno sociale.

Disperati, disoccupati e senza un posto dove andare, hanno occupato un appartamento vuoto da 28 anni, di proprietà del Comune di Roma ma che si trova attualmente nel Comune di Tivoli. Anche a causa di questo pasticcio burocratico, con proprietà, utenze e competenze divise tra due comuni, il dipartimento delle Politiche Abitative di Roma per decenni si è disinteressato di questo appartamento. Il “legittimo” assegnatario infatti, da almeno due decenni non ci abita più, dopo aver superato lo stato di indigenza in cui versava, visto che a detta di Roberto e Marina “ora abita al centro di Roma, gestisce delle attività e la moglie ha una casa di proprietà”. Non avrebbe più titolo per abitare nell’appartamento, ma il Comune non ha mai fatto accertamenti.

E’ intervenuto invece con solerzia dopo l’occupazione ad opera di Roberto e Marina, che ora sono sotto sfratto. Oggi l’ufficiale giudiziario gli ha concesso una proroga fino al 30 maggio prossimo, giorno in cui verranno buttati in mezzo ad una strada dalla forza pubblica. Senza che il Comune di Roma, né quello di Guidonia, offra loro una soluzione alternativa. Eppure loro avrebbero diritto ad un alloggio popolare, diritto però negatogli da istituzioni che non si sono dimostrate all’altezza e che per risanare i propri errori ora fanno pagare il conto ai cittadini. In Italia sembrano non esserci soldi per nulla, soprattutto quando si tratta di aiutare gli italiani. L’unica eccezione è l’accoglienza degli immigrati. Per gli ultimi arrivati i soldi si trovano sempre.





Davide Romano

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta