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Marine Le Pen Whirpool MacronParigi, 27 apr – Che l’operazione remuntada, per Marine Le Pen, sia difficilissima, è certo. L’aria che tira da subito dopo il primo turno delle presidenziali, tuttavia, sembra tirare nel senso della candidata frontista, anche se non è detto che sia sufficiente a portare la sua barca nel porto dell’Eliseo. Un assaggio lo si è avuto ad Amiens, città natale di Emmanuel Macron, dove il candidato di En marche si è recato per incontrare le rappresentanze sindacali della Whirlpool, azienda che dovrebbe delocalizzare in Polonia nel 2018 e quindi lasciare per strada centinaia di operai. Mentre Macron si faceva fotografare al chiuso, in un’atmosfera ovattata e protetta, Marine, con un colpo di genio, si recava nel piazzale di fronte alla fabbrica, ritrovandosi abbracciata dagli operai festanti.

Una rappresentazione plastica della contrapposizione tra popolo e oligarchie. “Questo è un messaggio. Quando ho saputo che Macron sarebbe venuto qui ma non avrebbe incontrato i lavoratori, non avrebbe fatto visita a questo picchetto, ma sarebbe andato a rinchiudersi in non so quale sala della camera di commercio per incontrare le due o tre persone raccattate, ho trovato questo una prova di grande disprezzo nei riguardi di quello che stanno vivendo i salariati di Whirlpool. Allora ho deciso di uscire dal mio comitato strategico e di venire a trovarvi”, ha detto la Le Pen, che in quest’area ha portato a casa percentuali intorno al 30%. “Sono qui nel posto che mi compete — ha aggiunto —, in mezzo ai dipendenti che resistono alla globalizzazione selvaggia. Non a mangiare salatini con i sindacalisti per poi andare al ristorante”.

Per recuperare dalla figuraccia, Macron ha poi fatto anche lui la sua comparsata tra gli operai, rimediando, però, soprattutto fischi e un coro eloquente: “Marine présidente, Marine présidente!”. Gli stessi sindacalisti sono critici con l’ex ministro: “Macron finora qui non si era mai visto — dice Antoine Abrunhosa della Cgt —. Lo abbiamo invitato tante volte ma si preoccupa di noi solo adesso, tra il primo e il secondo turno. Magari se a chiudere fosse stata la fabbrica di cioccolato Trogneux si sarebbe dato da fare di più”. Il riferimento è alla fabbrica dolciaria della famiglia di Brigitte Trogneux, moglie di Macron.

Giorgio Nigra

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