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Roma, 27 mag – Caso archiviato per Deborah Sciacquatori, che uccise il padre con una coltellata il 19 maggio del 2019, a Monterotondo Scalo (Roma), dopo l’ennesima lite in famiglia; oggi il Gip ha stabilito che il gesto è inquadrabile nella legittima difesa contro un genitore violento. La 20enne colpì a morte Lorenzo Sciacquatori durante una colluttazione, dopo che l’uomo, in stato di ebbrezza, aveva aggredito la stessa ragazza, la madre e la nonna. Per il giudice il comportamento della ragazza è inquadrabile nella legittima difesa contro un padre che “per anni ha imposto il terrore negli animi di tutte le figure femminili della sua famiglia” inducendole a vivere “nella paura di potere essere uccise in qualsiasi momento”. Deborah, quindi, non andrà a processo. 

“Non vi è dubbio alcuno – è quanto ha stabilito il gip – dunque, sulla base dell’inequivocabile costruzione dei fatti, che la ragazza si sia trovata di fronte a un pericolo imminente e attuale per la sua vita, per quella della madre e della nonna. Un pericolo derivante dall’escalation violenta della vittima, iniziata all’interno dell’appartamento e proseguita dopo aver interrotto la fuga delle donne e averle affrontate e aggredite”. Violenze messe in atto da un uomo “con grande forza fisica, ex pugile, abituato ad operare la violenza in condizioni di ubriachezza e visibilmente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti tale da accrescere la sua potenza fisica e la sua assenza di controllo”.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti “la ragazza, terrorizzata per le aggressioni ai suoi danni e a quella di parenti, comprensibilmente e istintivamente ha prelevato il pugnale, di certo non immaginando di usarlo o tentando piuttosto di scappare di casa. Solo successivamente, cioè nel momento in cui vede in pericolo imminente la vita della madre compie il gesto solo per minacciare. Siamo, quindi, in presenza di una difesa proporzionata all’offesa“. Deborah, secondo il gip, avrebbe inferto il colpo istintivamente, per salvare la propria vita e quella della madre e della nonna. Esclusa quindi la premeditazione del gesto, subito dopo il quale Deborah si è pentita, arrivando a urlare tra le lacrime: “Che ho fatto…scusami…ti prego non morire, ti voglio bene”.

Cristina Gauri

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