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Roma, 28 mag – Nuovo scontro tra governo e Regioni. Stavolta è sulla data delle elezioni: l’esecutivo giallofucsia sostiene che non si possono fare prima di settembre, i governatori vorrebbero anticiparle il più possibile. Anche perché a settembre si pregiudicherebbe l’avvio dell’anno scolastico. In tarda serata ieri i presidenti di Regione hanno proposto nell’incontro con il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese di riprendere in considerazione l’ipotesi di una finestra elettorale a luglio. il governatore campano Vincenzo De Luca e quello della Puglia Michele Emiliano a quanto riportato dai presenti all’incontro, sono “furiosi” con il governo. Non meno morbide le posizioni del veneto Luca Zaia e del ligure Giovanni Toti, mentre il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini ha cercato una mediazione. Dal canto suo, la Lamorgese si sarebbe detta “disponibile” e “propositiva” e ha assicurato che affronterà la questione con il premier Giuseppe Conte.

Per il governo non si può votare prima di settembre

Ma al di là delle richieste dei governatori, Palazzo Chigi sembrerebbe intenzionato a non anticipare la data dell’election day (regionali, comunali e forse il referendum per il taglio dei parlamentari). Al massimo potrebbe concedere un’altra data in settembre, prima del 20. In tal senso, si sta ragionando sul 6 settembre, che è un giorno che potrebbe convincere tutti. Ma c’è chi obietta che in quel giorno cade una festa ebraica. E allora, si potrebbe optare sul 13 settembre. In ogni caso ora la parola sta a Conte. Intanto oggi alla Camera approda il decreto legge Elezioni, approvato ieri dalla commissione Affari Costituzionali di Montecitorio. Va precisato tuttavia che l’eventuale data dell’election day non è stata affrontata in commissione.

“Votare prima è un azzardo per il Comitato tecnico scientifico”

Il punto è che la maggioranza giallofucsia è venuta a capo della data del 20-21 settembre dopo un confronto serrato e quindi ora non intende rimettere in discussione l’election day. A maggior ragione che gli esperti dicono che a luglio è troppo pericoloso sul fronte dei contagi. “Le regioni, se vogliono, possono autonomamente scegliere di votare a partire da domenica 6 settembre“, è la posizione della maggioranza riferita da fonti qualificate. “A causa dell’emergenza Covid, in un periodo in cui c’erano 450 morti al giorno – fanno presente le stesse fonti – il governo varò un decreto legge per evitare elezioni fino a luglio. Il Comitato tecnico scientifico le considera ‘un azzardo’. Le norme in vigore consentono comunque alle regioni di scegliere autonomamente una data, a partire da domenica 6 settembre. Il relativo provvedimento regionale andrebbe preso entro il 18 luglio – ricordano le fonti – i candidati andrebbero presentati entro il 7-8 agosto e poi ci sarebbe la campagna elettorale”. Una precisazione che arriva in risposta a una lettera che cinque governatori hanno inviato al presidente della Repubblica per esprimere la loro contrarietà allo slittamento dell’election day.

La lettera a Mattarella

“Come si evince dal parere reso nei giorni scorsi dal Comitato tecnico scientifico, esigenze sanitarie sconsigliano fortemente di ritardare le elezioni verso i mesi autunnali, in quanto potrebbe aversi una recrudescenza del virus che porterebbe a dover rinviare la scadenza elettorale di ulteriori, troppi, mesi”, scrivono i presidenti delle Regioni Liguria, Campania, Marche, Puglia e Veneto, in scadenza di mandato. I 5 governatori hanno ricordato che l’emergenza coronavirus ha determinato “la necessità di un adattamento continuo dei rapporti tra Stato e Regioni nel quale ci siamo impegnati in prima persona in continue riunioni e contatti con il governo”. “In questo contesto – sottolineano i governatori nella lettera a Mattarella – riteniamo che, nonostante momenti difficili che abbiamo dovuto affrontare, non sia venuto meno il principio di leale collaborazione fino a quando non si è dovuto affrontare il tema del rinnovo delle legislature regionali in scadenza il 30 maggio prossimo”. Nella decisione da parte del governo di votare a settembre, “assunta in difformità dal parere reso dalle Regioni, non è mai stata resa pubblica la motivazione sanitaria, che giustificasse come dal punto di vista dell’epidemia di Covid-19 vi siano maggiori rischi nel mese di luglio piuttosto che nei mesi autunnali, quando fin dai primi di giugno sono permesse tutte le attività economiche, culturali e sociali e financo gli spostamenti tra regioni”.

“Inopportuna una data che pregiudichi l’apertura delle scuole”

I cinque governatori hanno le loro ragioni. “Riteniamo assolutamente inopportuna la fissazione di una data che pregiudichi la apertura delle scuole, mettendo a rischio i ragazzi nel rientrare in edifici frequentati da milioni di elettori. Da ultimo constatiamo che una decisione che può essere giustificata soltanto da ragioni sanitarie e emergenziali sta assumendo contorni di una decisione politica e, ci sia concesso, basata sulla convenienza di parte, che, a nostro avviso, non può giustificare la compressione dell’autonomia legislativa regionale e del diritto di voto degli elettori”. “Ci rivolgiamo quindi a Lei – conclude la lettera – quale Capo dello Stato e Garante della Costituzione, per chiederle un Suo autorevole intervento a tutela del principio di leale collaborazione tra gli organi della Repubblica su cui è fondata la nostra Costituzione, che rimetta al centro l’interesse pubblico alla tutela della salute e il principio democratico sul quale la Repubblica si fonda”.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. Non decide piu’ niente la costituzione; decide un qualsiasi comitato composto da gente che un giorno ne dice una e un altro giorno l’opposto.Hanno tolto la democrazia con un virus uguale ad altri del passato in termini di mortalità e che colpisce nel 96% dei casi persone già malate con 1 o piu’ patologie.Le elites occulte hanno raggiunto il loro scopo; toglierci la libertà e indebitarci al fine di dominarci completamente con il loro denaro prodotto a costo zero ed in via privata.E ci hanno pure impaurito ed imbavagliato con delle mascherine che ci rendono degli automi e che riducono l’ossigeno che incameriamo