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Enna, 27 apr — Sono scattate le manette per don Giuseppe Rugolo, sacerdote della diocesi di Piazza Armerina (provincia di Enna) accusato di violenza sessuale e atti sessuali con minorenni. Gli agenti della Squadra Mobile di Enna hanno dato esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari disposta dal gip su richiesta del procuratore Massimo Palmeri e dei sostituti Stefania Leonte e Orazio Longo.

Il sacerdote denunciato 12 anni dopo 

La vicenda ha avuto origine alcuni mesi fa, quando un 27enne aveva denunciato il sacerdote alle forze dell’ordine, 12 anni dopo aver subito abusi. «Da anni mi porto dentro un peso, un sacerdote di cui mi fidavo ha abusato di me». Dalle indagini erano emersi riscontri sufficienti per procedere con l’arresto del religioso, noto in città per il suo impegno con i giovani. Questa mattina gli è stato notificato un provvedimento di arresti domiciliari a Ferrara, dove era stato trasferito. Il sacerdote si era macchiato dei crimini di violenza sessuale e atti sessuale su minore quando era seminarista e anche dopo l’ordinazione. Con l’aggravante «di aver approfittato delle vittime a lui affidate per ragioni di istruzione ed educazione alla religione cattolica». La squadra mobile ha raccolto le testimonianze di altri giovani.

La Chiesa sapeva

Una vicenda dai retroscena inquietanti, alla luce del fatto che due anni fa, secondo Repubblica, la Chiesa aveva archiviato un’indagine nei confronti del sacerdote, accusato di abusi nei confronti di un ragazzi residente ad Enna. Motivazione: un «difetto di competenza» di Rugolo, che all’epoca era ancora seminarista e quindi «al di fuori dalla giurisdizione ecclesiale». Gli abusi non vennero mai segnalati alla magistratura. Il sacerdote subì sì un allontanamento nel 2019 «ufficialmente per motivi di salute e studio». Fino all’estate del 2020, quando è tornato a celebrare messa ad Enna. 

Cristina Gauri

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