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Roma, 24 mar – L’Italia potrebbe rimanere in zona rossa pure dopo Pasqua per contenere le nuove varianti del virus, unica possibile riapertura: quella delle scuole per i più piccoli. Ieri il premier Mario Draghi ha incontrato a Palazzo Chigi il ministro della Salute Roberto Speranza e i vertici del Comitato tecnico-scientifico Silvio Brusaferro e Franco Locatelli. Obiettivo: fare il punto in vista della scadenza del decreto, in vigore fino al 6 aprile. Non è stato ancora deciso niente ma l’esecutivo è al lavoro per decidere come procedere. In tal senso già oggi potrebbe riunirsi la cabina di regia. Allo stato attuale prende piede l’ipotesi di prolungare di una o due settimane la stretta delle vacanze di Pasqua, sulla scorta dei lockdown in vigore in Germania e Francia.



Verso una nuova stretta dopo Pasqua

I dati sui contagi, i ricoveri e i decessi allarmano Draghi, anche se gli esperti sostengono che con le restrizioni di queste settimane – gran parte del Paese è in zona rossa e quindi di fatto in lockdown – la curva epidemiologica si sta stabilizzando.  Speranza dal canto suo non fa che ripetere la solita solfa che la situazione è ancora grave e che non si può parlare assolutamente di riaperture. Pertanto appare ormai certo che sarà prorogata la divisione in fasce di rischio, con la mappa a colori e le relative restrizioni, a partire dal divieto di spostamento tra regioni. Tuttavia nel governo sembrerebbero tutti d’accordo almeno a riaprire le scuole per i più piccoli. Asili nido, materne ed elementari, dunque. Perché le famiglie, con i figli a casa a seguire la didattica a distanza (Dad), non possono andare avanti così ancora a lungo. E perché bisogna pur dare un segnale che qualcosa stia cambiando in meglio.

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Possibile riapertura delle scuole per i più piccoli nelle zone rosse

Sulla riapertura delle scuole per i più piccoli nelle zone rosse – proposta dal ministro per la Famiglia Elena Bonetti – è d’accordo persino Speranza. D’altronde Draghi fin dal suo insediamento ha detto che priorità del governo sarebbe stata far tornare gli studenti in classe in sicurezza. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, incontrando Comuni e Province, ha assicurato che l’esecutivo si sta muovendo in questa direzione: “Lavoriamo giorno e notte per poter riaprire le scuole”. Peraltro, dati alla mano, le scuole non sono luoghi con alto rischio di contagio, anzi. Per cui dopo Pasqua niente impedirebbe di riaprire.

Quello che va fatto dunque è modificare il Dpcm e consentire il ritorno in classe nelle zone rosse fino alla prima media. Così com’era prima della stretta decisa da Draghi per via del dilagare delle varianti anche tra i più giovani. Anche perché i disagi della Dad sono tanti. Dalle carenze di connessione ai ritardi di apprendimento. E crescono pure le proteste di piazza.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Dove sono finiti quelli che dicevano che Draghi avrebbe riaperto tutto e rilanciato l’economia? Che Conte era un ditattore e con Draghi sarebbe cambiato tutto?
    Non parlano più.. Tutti zitti! oppure appoggiano Draghi.
    Ah si.. tutto chiaro. Manca una categoria: chi finge ancora di fare una pseudo-opposizione, indignandosi ma allo stesso tempo appoggia sempre Draghi. Questa fa ancora più ridere.

    P.s: rispetto a Conte l’unica novità è che questi non ci permettono nemmeno di andare a tagliare i capelli, oppure a trovare parenti! Ma avete visto molti politici come sono tutti sistemati, quando vanno in Tv?
    Per loro i parrucchieri non sono chiusi vero?

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