Roma, 20 gen – L’attesa è finita: da oggi, in tutte le edicole d’Italia, è disponibile il nuovo numero del Primato Nazionale, dedicato a Benito Mussolini. La figura del Duce, però, non viene analizzata da un punto di vista storiografico. Si tratta, al contrario, di spiegare la sua sorprendente vitalità nell’immaginario collettivo degli italiani. Insomma, il «caso M» è più aperto che mai, ed è giunta l’ora di farci i conti.

Il Primato Nazionale riapre il caso Mussolini

Troppo spesso, infatti, sentiamo parlare di «emergenza fascismo». Non è solo un uso strumentale della memoria storica (aspetto che indubbiamente c’è e rimane). Ma è anche un modo per segnalare, nell’Italia del 2022, la presenza ingombrante di un «passato che non passa». È proprio di questa presenza che parla il nuovo numero del Primato Nazionale, che in un ampio focus illustra i motivi per cui il «caso Mussolini» non è ancora chiuso.

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D’altra parte, come rivela Adriano Scianca nel suo editoriale, «sarà un 2022 lunghissimo. Il centenario della Marcia su Roma con cui, il 28 ottobre del 1922, le camicie nere presero il potere, cade in un’Italia resa incattivita e paranoica dal Covid, in cui l’abuso di potere si manifesta in modo ormai decomplessato. L’avvicinarsi (forse…) del ritorno alle urne, alle quali i partiti “sovranisti” arriveranno in vantaggio (quasi loro malgrado, va detto), farà il resto. Sarà l’anno del ritorno del fascismo, insomma. L’ennesimo».

Uno strano paradosso

In tutto questo, prosegue Scianca, «non sono molti i movimenti andati al potere 100 anni fa, sconfitti militarmente ormai quasi otto decenni orsono, eppure in grado di polarizzare ancora l’opinione pubblica in maniera così forte, riuscendo anzi ad apparire ad alcuni come il più grande pericolo inscritto nel nostro… futuro. Solo questo dato dovrebbe far capire cosa il fascismo abbia smosso nell’immaginario della modernità. Noi oggi riusciamo a storicizzare il Sessantotto, la guerra fredda, persino l’attentato alle Torri gemelle, ma non il fascismo, che conserva una perdurante attualità anche solo come “negativo” del sistema dominante».

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Al di là delle strumentalizzazioni politiche, conclude il direttore del Primato Nazionale, la figura di Mussolini «ne garantisce la permanenza paranoide negli incubi di questa società, ma in qualche modo anche una segreta attualità con cui quest’epoca non riesce a fare i conti, ma che pure oscuramente sente e teme. Il trito refrain per cui l’Italia “non ha fatto i conti col fascismo” è probabilmente vero, ma non nel senso sbirresco e moralistico con cui generalmente si usa tale espressione. Probabilmente non si sono fatti i conti con una sfida di civiltà radicale ancora non compresa fino in fondo».

L’allegato del mese

Da ricordare, infine, la possibilità di acquistare in abbinamento al Primato Nazionale anche il quinto volumetto della collana «I Grandi Italiani»: questo mese, ovviamente, è il turno di Benito Mussolini, la cui biografia è stata scritta proprio da Adriano Scianca.

Elena Sempione

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