Roma, 10 mag – Mentre in Ucraina si continua a combattere e morire, gli italiani e gli europei ancora faticano a rendersi conto di quelli che saranno gli effetti – soprattutto economici – di questa guerra. In visita a Bruxelles a fine marzo, Joe Biden ha dichiarato di «essere consapevole che le sanzioni sul gas russo avranno un costo elevato per l’Europa». Un prezzo che il presidente degli Stati Uniti è ovviamente pronto – e ben felice – di pagare. Il tutto sotto lo sguardo ammiccante di Ursula von der Leyen, che dalla poltrona di Erdogan è finita a fare da soprammobile a «Sleepy Joe». Ma se Unione europea e Stati Uniti – con media occidentalisti al seguito – celebrano il rafforzamento della loro alleanza, nulla sanno i cittadini al di qua dell’Atlantico del «grande impoverimento» che si profila al loro orizzonte: che poi altro non è che il tema affrontato questo mese dal Primato Nazionale.

Il grande impoverimento

Lo stesso Mario Draghi, con la patetica affermazione «volete la pace o il condizionatore?», ha di fatto evocato l’eventualità di un razionamento energetico. E le celebrità nostrane, come sempre appecoronate al verbo del potere dominante, non hanno perso tempo a segnalare la loro «virtù» abbassando la temperatura del climatizzatore e vantandosene sui social. Naturalmente, le cose sono molto più complicate di così. Per questo motivo il Primato Nazionale ha dedicato un corposo focus alla sfida dei prossimi anni: cioè, appunto, evitare il «grande impoverimento» che incombe sull’Italia e l’Europa tutta. Se Claudio Freschi analizza i settori che saranno stritolati dalle sanzioni imposte da Washington e supinamente accettate da Bruxelles, Salvatore Recupero spiega quali sono – oltre a gas e petrolio – le materie prime che importiamo dalla Russia e che sono essenziali per la nostra industria.

La sfida, peraltro, sarà molto ardua da raccogliere. Perché, come illustra Filippo Burla, l’austerità di marca euro-tedesca ha gravemente indebolito diverse nazioni del Vecchio continente, tra cui proprio l’Italia. Eppure, le soluzioni ci sono: ce le indica soprattutto Walter Parisi in un articolo che, senza tanti fronzoli, affronta di petto le questioni davvero centrali della discussione. Che, ovviamente, non riguardano affatto i condizionatori menzionati dal «liquidatore» insediato a Palazzo Chigi.

I contenuti del Primato Nazionale

Come sempre, poi, il Primato Nazionale è ricco di contenuti che spaziano dalla politica all’economia, dalla storia alla letteratura, dagli esteri alla filosofia. Tra gli altri, si segnalano una gustosa recensione, a firma di Matteo Fais, dell’ultima fatica di Erri De Luca – che, dismessi i panni del sovversivo, si è dato alla cucina e alla rivoluzione del ragù – nonché un’inchiesta approfondita sull’eliminazione dell’Italia dai Mondiali, con Valerio Benedetti che ha conversato con alcuni esperti del settore, tra giornalisti, allenatori, direttori sportivi ed ex calciatori. Di sicuro interesse sono anche un articolo sulla puntata dedicata da Rai Storia a Julius Evola, scritto a quattro mani da Gianfranco de Turris e Andrea Scarabelli, e un bilancio dell’esperienza politica del Movimento sociale italiano, tracciato da Francesco Carlesi in occasione del 75esimo anniversario della fondazione della Fiamma.

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Rubriche, allegato e inserto

Per il resto, largo spazio alla galleria delle rubriche, che ospita le penne più taglienti del sovranismo italiano. Chiude il numero la rubrica delle lettere, curata da Francesco Borgonovo, che risponde (e risponderà) alle domande poste direttamente dai nostri lettori. Inoltre, anche questo mese sarà possibile acquistare in abbinamento alla rivista il nuovo volumetto della collana «I Grandi Italiani»: ormai siamo arrivati alla nona puntata, interamente dedicata a Giulio Cesare, il conquistatore. Ma non è finita qui: in concomitanza con il centenario della marcia su Roma, all’interno del numero si trova la terza puntata dell’inserto 19-22: la lunga marcia. Attraverso le voci dei protagonisti dell’epoca, Fabrizio Vincenti ci fa ripercorre gli eventi che, dal 23 marzo 1919 al 28 ottobre 1922, portarono al potere Mussolini e le camicie nere. Le pagine dell’inserto, inaugurato nel numero di marzo e le cui puntate termineranno nel numero di ottobre, potranno essere staccate dalla rivista per poi essere collezionate a parte.  

Elena Sempione

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